Spotify: 'Warner non ci abbandona'
15 feb 2010 - Commentando
i dati trimestrali di bilancio di Warner Music, qualche giorno fa, il presidente e amministratore delegato della major, Edgar Bronfman Jr., aveva espresso pubblicamente le sue perplessità a proposito della sostenibilità economica e delle prospettive reddituali dei servizi di streaming gratuito finanziati dalla pubblicità; ha fatto scalpore, in particolare, l’anticipazione che la sua casa discografica avrebbe smesso di concedere il suo repertorio per tale genere di iniziative. Il pensiero di molti è balzato subito all’impresa più ambiziosa del settore,
Spotify, che da tempo prepara il lancio negli Stati Uniti, e che è subito intervenuta sull’argomento postando un messaggio su
Twitter: “Per chiarire, WMG non si sta chiamando fuori da Spotify. I media hanno estrapolato i fatti fuori dal loro contesto”. Tutto come prima, a quanto pare, ma solo ed esclusivamente a vantaggio di Spotify: anche perché Warner è azionista della piattaforma svedese fondata e diretta da Daniel Ek.
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