09 feb 2010 - L’amministratore delegato della EMI
Elio Leoni Sceti e il suo team dirigenziale hanno sei settimane di tempo per redigere un nuovo piano aziendale in grado di convincere gli investitori del fondo Terra Firma a destinare altri 120 milioni di sterline alla casa discografica, così come richiesto da
Guy Hands. “Presenteremo un convincente business plan quinquennale ponendo particolare attenzione all’anno in corso”, ha anticipato Leoni Sceti. “Il piano comporta tanto un’accelerazione dei ricavi provenienti dai nuovi prodotti di EMI Music Services che una riduzione dei costi grazie all’introduzione di nuovi sistemi e tecnologie e all’eliminazione di alcune duplicazioni di funzioni”. Quest’ultimo obiettivo, secondo quanto riporta il
Sunday Telegraph, potrebbe richiedere ulteriori tagli all’organico EMI (3.500 dipendenti nel mondo) e un ricorso più massiccio all’outsourcing: se ne occuperà direttamente il nuovo direttore finanziario Shane Naughton, proveniente da United Business Media. L’incremento del fatturato di EMI Music Services comporta uno sviluppo delle attività sul fronte dei servizi (anche di distribuzione), delle licenze e del merchandising (grazie alla neoacquisita società specializzata
Loudclothing), a beneficio degli artisti sotto contratto ma anche conto terzi: proprio in questi giorni si è venuto a sapere che sarà proprio questa divisione della EMI a distribuire il nuovo disco solista di
Slash. La società inglese mira infine a incrementare considerevolmente il suo business digitale, con l’obiettivo di portarlo in cinque anni dal 25 % attuale al 75 % del suo fatturato totale. “In questo modo”, sostiene Leoni Sceti, “confermiamo la nostra visione strategica che prevede di trasformare la EMI in una società musicale votata al digitale. Abbiamo un’attività solida e siamo sulla strada giusta, e questa è la nostra migliore garanzia per il futuro”. Gli investitori sentiti dal Sunday Telegraph esprimono opinioni meno ottimistiche e più attendiste, e così anche molti osservatori esterni che si interrogano sul futuro della società: se Guy Hands non riuscirà a tenere fede ai suoi impegni contrattuali nei confronti del creditore
Citigroup, sarà quest’ultimo a prendere possesso della EMI. A quel punto due sarebbero gli scenari possibili: una vendita in toto a Warner Music, oppure uno smembramento degli asset e una loro liquidazione separata.
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