EMI. Guy Hands (Terra Firma) chiede altri soldi da investire nella società




05 feb 2010 - Il finanziere Guy Hands, scrive il Financial Times, intende fare appello agli investitori di Terra Firma  affinché rimpinguino le casse della EMI con altri 100 milioni di sterline, 114,5 milioni di euro: la cifra permetterebbe alla casa discografica di riequilibrare la sua posizione debitoria e di non venire meno ai suoi impegni contrattuali nei confronti della banca d'affari Citigroup. Toccherebbe a questo punto all'amministratore delegato di EMI Elio Leoni Sceti il compito di presentare un piano di sviluppo della società capace di convincere della sua bontà i finanziatori della private equity. Hands, nel frattempo, ha anche altri problemi da risolvere: la causa da lui intentata contro la stessa Citigroup (che lo avrebbe indotto a sovrapagare la EMI, facendogli credere che ci fossero in lizza anche altri offerenti) verrà probabilmente spostata da New York a Londra; a quel punto il finanziere dovrà decidere se portare avanti la vertenza o rinunciarvi, dal momento che per motivi fiscali non è più un cittadino britannico avendo trasferito la residenza nell'isola di Guernsey.


TAGS: Citigroup, Elio Leoni Sceti, EMI, Financial Times, Guy Hands, industria musicale, Terra Firma

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