Pirateria: per i tribunali cinesi Baidu è innocente
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29 gen 2010 - Innocente: un tribunale di Pechino ha assolto i motori di ricerca cinesi Baidu e Sohu dalle accuse di concorso in violazione dei copyright formulate dalla federazione internazionale IFPI per conto dell’industria discografica. L’inizio della vertenza con Baidu, il maggiore motore di ricerca del Paese, risale al febbraio 2008; tre anni prima la Federazione dei discografici si era già vista respingere un’azione legale contro la società cinese in sede di appello. Le case discografiche, che chiedevano non meno di 9 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni, accusano il portale di fornire “deep links” a siti che permettono di scaricare brani musicali non autorizzati: ciò che, secondo il tribunale cinese, non rappresenta di per sé una violazione di legge. L’IFPI ha criticato aspramente la sentenza, sostenendo che essa “non tiene conto del fatto che entrambi gli operatori hanno costruito il loro business in ambito musicale facilitando la violazione di massa dei diritti d’autore a danno degli artisti, dei produttori e di tutti coloro che lavorano legittimamente nel mercato musicale cinese”. Quest’ultimo, secondo stime della stessa Federazione, è tuttora in mano ai pirati per circa il 90 %.
TAGS: Baidu, deep links, IFPI, industria musicale, pirateria, Sohu
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