Silverman (Tommy Boy): 'Gli artisti non possono fare a meno dei discografici'
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21 gen 2010 - Si dice che nell’era del Web 2.0 gli artisti possano fare a meno delle case discografiche, producendosi, promuovendosi e vendendosi da soli i propri prodotti. Tom Silverman, fondatore della Tommy Boy (Afrika Baambaata, Queen Latifah, De La Soul…) e promotore del New Music Seminar (la cui prossima edizione inizia a New York il 2 febbraio), non ne è convinto, e in un'intervista concessa al sito Musician Coaching cita a sostegno della sua tesi le ultime statistiche pubblicate negli Stati Uniti: nel 2008, spiega, sono stati 1.500 gli album che hanno venduto più di 10 mila copie oltrepassando quella che lo stesso Silverman chiama “la soglia dell’oscurità” (“Quando vendi 10 mila album non sei più un artista sconosciuto, la gente sa chi sei. Magari non sei ancora una star, ma sei entrato nel gioco…”). Ebbene, di questi 1.500 artisti, solo 227 (“Da Lady Gaga in giù”) sono arrivati a quel traguardo per la prima volta. E di quei 227, conclude Silverman “solo 14 ce l’hanno fatta da soli. Il resto pubblica dischi su etichette major e indipendenti: poco più della metà, anzi, sono di area indie”.
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