Un bel tacer non fu mai scritto, ovvero: il perché di un silenzio di Rockol




18 gen 2010 - Il 15 gennaio, in un commento in calce a questa notizia, un nostro lettore mi scriveva: "Non capisco perché ti chiedi l'utilità  di Sanremo, quando Rockol ogni anno dedica molti articoli ogni giorno alla manifestazione".   Anch'io non capisco un paio di cose.     Intanto non capisco perché Chiccuz - il commento è firmato con questo nickname - non usa il proprio nome e cognome. E' una cosa che non riuscirò mai ad accettare, questo nascondersi dietro l'anonimato - e perché, poi? Mica ha scritto niente di offensivo. Mah.       Poi non capisco perché Chiccuz scriva che "mi chiedo l'utilità  di Sanremo": non ho mai esposto questo pensiero nella notizia cui il commento si riferisce. Ma siccome so che se il mio pensiero non è stato chiaro è per colpa mia che non mi sono spiegato bene, rispondo ugualmente: Rockol dedica molto spazio alla manifestazione perché il Festival di Sanremo è un avvenimento che fa molta notizia, nel mondo della musica e dell'industria discografica, e dato che Rockol di questi argomenti si occupa, non può esimersi dal parlare di Sanremo.         Ma può invece esimersi dal parlare di certi fatti che a Sanremo avvengono o attengono. E lo può fare per alcune ragioni. Una è che Rockol non si occupa di televisione, e siccome ormai gran parte di ciò che attiene al Festival di Sanremo riguarda esclusivamente la televisione ecco che Rockol può serenamente non occuparsi di certi argomenti che riguardano il Festival come avvenimento televisivo e non come avvenimento musicale. Un'altra è che, per mia fortuna, il mio editore mi lascia molta indipendenza nei giudizi e nelle valutazioni su cosa pubblicare o no (ovvio che ne grava su di me la responsabilità , ci mancherebbe); ragion per cui ci sono casi in cui, a mia insindacabile decisione, Rockol non parla di certi argomenti.       E veniamo al dunque, dopo questo lungo preambolo.       Nel weekend appena trascorso, praticamente tutti i giornali di carta e online hanno pubblicato notizie su notizie (ne ho contate oltre un centinaio) riguardanti una delle canzoni in gara al prossimo Festival di Sanremo. La canzone prende spunto da un argomento controverso, e lo fa riferendosi esplicitamente, fin dal titolo, a un caso che per anni ha occupato le pagine dei giornali e gli spazi televisivi: la triste vicenda di Eluana Englaro.       Ora: il mio pensiero, sintetizzato il più possibile, è questo.   Già  centinaia di persone, negli anni scorsi, sui giornali e in televisione, hanno sproloquiato, spesso senza averne titolo, sul caso di Eluana Englaro; e sono convinto che, a moltissimi di quelli che hanno preso la parola in merito, di Eluana Englaro importasse ben poco, e importasse invece molto ottenere visibilità  a sue spese.       La canzone di cui sopra è stata scritta, e iscritta al Festival di Sanremo, da un cantautore che grazie al Festival di Sanremo è diventato famoso (e per una edizione in cui non era iscritto in gara, quella del 2005); che un Festival di Sanremo lo ha vinto (nel 2006); che siccome non era stato ammesso a un Festival di Sanremo (quello del 2008) ha organizzato, insieme a un suo collega, una contromanifestazione di notevole insuccesso; che a un Festival di Sanremo (quello del 2009) si è classificato secondo con una canzone della quale si è parlato e scritto molto più per il tema trattato che per i meriti artistici della canzone stessa.       Il cantante di cui sopra aveva già annunciato mesi fa l'intenzione di scrivere una canzone sul caso di Eluana Englaro e di volerla iscrivere al Festival di Sanremo e Rockol aveva riportato la notizia nel modo più asciutto possibile, senza commenti.           Avessi commentato, avrei scritto che ritengo inaccettabile cercare notorietà  in questi modi. E mi auguravo che la Commissione Artistica del Festival di Sanremo avesse il buon gusto di non ammettere la canzone alla gara: non per ragioni qualitative musicali (può anche darsi che si tratti di una canzone musicalmente molto ben riuscita), ma per una questione di garbo, di decenza, di discrezione, di pudore e di pietas umana. Merce sconosciuta, lo sapevo, da quelle parti: e infatti la canzone è stata ammessa, e sarà  in gara (e forse, a ripensarci, è meno peggio così: immagino le polemiche se non fosse stata ammessa).     Può essere difficile da credere, ma su questa situazione, che già  mi pare oltre i confini dello sciacallaggio, nei giorni scorsi si sono lanciati altri avvoltoi: gente che sostiene di aver scritto la versione originaria della canzone, gente che sostiene di aver scritto una canzone sul tema "prima" che la scrivesse il cantante di cui sopra, gente che sostiene di disporre del testo "originario" della canzone, gente che dispone del testo effettivo della canzone e cerca lo scoop pubblicandolo. Gente che cerca di mettersi in mostra ai danni di Eluana Englaro; gente che grida dove dovrebbe esserci silenzio; gente che dà voce a quelli che gridano, diventandone complice.       Ecco: ho chiesto alla mia redazione, e al mio giornale, di non unirsi a questa marmaglia. Di non scrivere nomi e cognomi, di non inseguire dichiarazioni e rivelazioni, di stendere un sudario di silenzio pietoso su questa ignobile, tragica farsa. Della canzone scriveremo - perché non potremo non farlo - quando sarà  presentata al Festival di Sanremo: ma in queste pagine non ne leggerete prima. Volevo spiegarvi il perché, ecco tutto.       (Franco Zanetti)    



TAGS: Eluana Englaro, Festival di Sanremo, industria musicale, Rockol

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'Volevo dirvi che questa sera io lascio la band, perché alcuni suoi componenti si drogano.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Ice-T
accadde oggi
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