Usa, i promoter locali contro la fusione Live Nation-Ticketmaster
05 gen 2010 - La fusione tra i colossi dell'organizzazione di concerti e della vendita di biglietti è come un imminente “incidente ferroviario” di cui saranno vittime i fan della musica dal vivo. Lo sostengono i promotori di una petizione con cui politici, avvocati, associazioni dei consumatori e promoter locali americani come Jam Productions (Chicago) Metropolitan (New York) e Another Planet (San Francisco) invitano l’opinione pubblica statunitense a fare pressione sul governo e sull’autorità Antitrust (il Dipartimento di Giustizia) per convincerli a bloccare il merger tra Live Nation e Ticketmaster
già approvato nel Regno Unito. Il documento afferma che negli ultimi 12 anni, cioè da quando Live Nation e il suo predecessore Clear Channel hanno assunto una posizione dominante sul mercato, i prezzi dei biglietti dei concerti sono cresciuti dell’82 %; nello stesso periodo, l’indice generale dei prezzi al consumo in America è invece salito soltanto del 17 %. “Temiamo”, scrivono i firmatari dell’appello, “che se ai due colossi dell’industria dei concerti, Live Nation e Ticketmaster, verrà consentito di fondersi, la varietà e la qualità degli artisti che verranno a suonare dal vivo nelle nostre città ne verrà condizionata, e che i i prezzi che pagherete possano ulteriormente e rapidamente aumentare”.
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