Guerra intorno alla EMI: Terra Firma cita in giudizio Citigroup
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14 dic 2009 - Esito clamoroso, nella guerra fredda tra Terra Firma, proprietaria di EMI, e Citigroup, suo principale creditore: la private equity britannica condotta da Guy Hands ha citato in giudizio la banca d’affari americana presso il tribunale di New York accusandola di frode e di comportamento scorretto. I fatti contestati risalgono al 2007, all’epoca della vendita della EMI. Citigroup era la società incaricata di gestire l’asta e secondo l’accusa il suo senior advisor a Londra, David Wormsley, mentì a Hands parlandogli di una proposta alternativa da parte di Cerberus Capital Management così da indurlo ad alzare il prezzo di acquisto con un’offerta vincolante (l’esborso finale, 2,4 miliardi di sterline, venne finanziato in parte dalla stessa Citigroup, in parte da Hands e dai suoi soci). Non solo: secondo i legali di Terra Firma la banca avrebbe ostacolato volontariamente i piani di risanamento e di sviluppo della EMI con l’obiettivo di spingerla verso la bancarotta: in questo modo, e in qualità di maggiore creditore, Citigroup avrebbe potuto subentrare come proprietario e orchestrare una successiva vendita a Warner Music. In conseguenza delle accuse, recisamente respinte dalla banca, Terra Firma chiede la restituzione di 1,5 miliardi di dollari oltre a un congruo risarcimento danni. Citigroup, come noto, si è accollata un debito di 4,2 miliardi di dollari per conto della EMI: recentemente aveva rifiutato la proposta di Hands di prestare un altro miliardo di dollari in cambio di un aumento di capitale di uguale entità. Per evitare il tracollo finanziario della EMI Hands sta cercando di raccogliere nuove risorse finanziarie presso altri istituti di credito, fondi pensionistici ed enti assicurativi.
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