EMI, il creditore Citigroup non accetta la riduzione del debito
17 nov 2009 -
Terra Firma e Citigroup, rispettivamente proprietario e creditore del gruppo
EMI, non riescono a mettersi d’accordo sulla ristrutturazione del debito assai pesante che grava sulla società. Il Wall Street Journal informa che il colosso bancario ha rifiutato l’ultima offerta avanzata dal gruppo finanziario di Guy Hands: condonare 1 miliardo di sterline di debito (sui 2,6 miliardi totali) in cambio di un equivalente apporto di capitale Terra Firma alla EMI. Non è noto al momento se ci siano margini di manovra per una controproposta.
Hands ha ammesso ultimamente di avere sopravvalutato la società musicale inglese, acquistata nel 2007 (durante il boom di acquizioni societarie, e prima della grande crisi finanziaria) per ben 4 miliardi di sterline. La decisione di destinare altre risorse finanziarie alla casa discografica, approvata da circa l’80 % degli investitori di Terra Firma, rientra in un tentativo ulteriore di salvataggio della EMI che sbilancia ulteriormente il portafoglio della private equity nei suoi confronti. Il gruppo finanziario, a partire dallo stesso Hands, si è però progressivamente ritirato dalla gestione operativa della EMI, al cui vertice subito dopo l’acquisizione aveva collocato una quarantina di suoi manager (tra quelli rimasti in carica una decina abbandonerà le stanze dei bottoni nelle prossime settimane). Per rispettare i patti con Citigroup, negli ultimi sei mesi Hands era già stato costretto due volte a disporre nuovi apporti di capitale alla EMI. La casa discografica inglese conta in questo ultimo trimestre dell’anno di incrementare sensibilmente i suoi fatturati grazie alle vendite del catalogo rimasterizzato dei
Beatles.
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