Ornella Vanoni, 'Più di te': 'Ho fatto mie queste canzoni, senza stravolgerle'




Ornella Vanoni, 11 nov 2009 - Ritorna, ad un anno di distanza dall'uscita di "Più di me" , Ornella Vanoni, che il prossimo 13 novembre pubblicherà il suo nuovo album "Più di te", un disco di cover e duetti che riprende alcuni dei brani che hanno fatto la storia della canzone italiana: "Quando ho realizzato 'Più di me', non avevo immaginato che avrei poi fatto un disco come questo", ha raccontato la cantante a Rockol, aprendoci le porte della sua abitazione milanese, "Non aspettatevi che ci sia anche un 'Più di voi', un 'Più di noi', e un 'Più di loro'. L'idea è venuta alla mia casa discografica, sarebbe inutile nascondere che si tratta di un progetto di marketing. Tra un anno vorrei uscire con un inedito, si tratta solo di trovare il brano giusto". Da Lucio Dalla a Vasco Rossi, da Antonello Venditti a Gianluca Grignani passando per Biagio Antonacci, autore del brano reinterpretato dalla Vanoni e scelto come primo singolo, il disco contiene dieci brani: "Il criterio di selezione è stato esclusivamente di carattere emotivo", ha spiegato la Vanoni, "Mario Lavezzi e Celso Valli, mi hanno proposto talmente tanti brani che ad un certo punto ho scelto solo quelli che sentivo miei". Nel disco, i brani, sono interpretati dalla Vanoni e in alcuni casi anche dagli stessi autori come "Vita" con Lucio Dalla e la partecipazione di Gianni Morandi, "Anima" con Pino Daniele, "Non abbiam bisogno di parole" con Ron, "I maschi" con Gianna Nannini e "Replay" con Samuele Bersani: "I duetti sono stati realizzati con chi voleva farli, chi non voleva non li ha fatti, niente di più semplice", ha spiegato la Vanoni, "Mi è piaciuto molto cantare la canzone di Bersani, trovo sia geniale anche se difficile da interpretare. Mi è piaciuto fare 'Ogni volta' di Vasco, adoro cantare le sue canzoni, ma il brano che inzialmente mi ha incuriosita di più è stato 'Dune mosse' di Zucchero, una canzone difficile da cantare, con delle parole surreali e suoni evocativi su una musica meravigliosa. Quando l’ho registrata e l’ho risentita, ero molto felice e soddisfatta".
"Ho fatto mie queste canzoni, ho cercato di interpretarle senza stravolgerle perché cambiare completamente un brano già famoso sarebbe stato da stupidi. Le ho fatte entrare nel cuore, nell'anima, le ho masticate e digerite, e tutto questo in sei giorni, a luglio, quando con Lavezzi e Celsi mi sono spostata da Milano, in un posto lontano da qui, dalle cose del quotidiano che distraggono, in un posto dove ho trovato il relax e la concentrazione ideale per lavorare insieme ai miei collaboratori. Era come se le canzoni fossero già pronte dentro di me, è questo che deve fare un'interprete. Un tempo si faceva sempre così", ha continuato, "si lavora insieme, tutti nello stesso posto. Nel periodo in cui scrivevo i testi, ci si metteva qui, magari veniva anche Grazia Di Michele, si lavorava al tavolo, si lavorara ore insieme. Non so oggi cosa sia cambiato, ma trovo molto più difficile collaborare, tutti vogliono lavorare a casa loro, ma per realizzare un progetto bisogna condividerlo".
Il brani scelti dalla Vanoni oltre ad essere brani già famosi, nello specifico parlano tutti di amore al maschile: "Non c'è niente di male a cantare al maschile", ha precisato la cantante, "Ho scelto di fare così, di cantarle senza cambiare le parole, perché non volevo stravolgere il testo. Non costa nulla dire che sono innamorata anche utilizzando le parole scitte da un uomo, e l'esempio è 'Quanto tempo e ancora' di Antonacci. Mi spiace che non sia riuscito a duettare con me nella canzone, ma era molto impegnato con il suo disco. Mi ha però chiamata l'altro giorno, ha messo l'album nello stereo e mi ha cantato alla cornetta la canzone dicendomi 'Ecco qui il tuo duetto'".
La Vanoni sarà protagonista di quattro serate al Blue Note di Milano in cui presenterà dal vivo i brani del disco: "Sono sempre contenta di fare concerti, è una felicità per me. Chi fa questo lavoro lo può fare solo con gioa, non ci sono alternative. Il pubblico capisce tutto, capisce l'energia e la tua voglia di fare. Di solito mi accompagna Paolo Jannacci al pianoforte, adoro il suo carisma, ma purtroppo è impeganto altrove e non ci sarà al Blue Note. Non ci saranno con me gli stessi musicisti che hanno registrato l'album, ma ci sarà la mia band. Un altro musicista che adoro, che conosco da tempo, ma che invece ha anche suonato nel disco, è Paolo Fresu. Trovo che sia straordinario, con un suono unico, celestiale. Vuole dire tanto lavorare con certi professionisti, specie per quanto riguarda la scena live. Può capitare di essere meno concentrati ogni tanto, come mi è capitato una volta in cui mi sono scordata le parole di 'L'appuntamento'. Ero così rilassata che mi sono distratta un secondo e ho perso il filo... ma questo fa parte del gioco, non ho paura quando salgo sul palco, so che sono capace di fare bene il mio lavoro perché è mestiere in cui si mette pelle, cuore, carne... sarebbe inutile fare quella timida".



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