Capitano cose davvero strane, nel mondo della musica digitale. Mentre le due Apple, tra Londra e Cupertino, proseguono le estenuanti trattative per rendere disponibile il catalogo dei Beatles su iTunes, non solo i dischi dei Fab Four, rimasterizzati compresi, si trovano facilmente nel sottobosco dei siti p2p e dei tracker di file Torrent, ma emergono persino alla luce del sole sulla piattaforma americana BlueBeat Music. Basta registrarsi sul sito (un’operazione che richiede una manciata di secondi) ed ecco fatto, gli interi album dei Beatles sono immediatamente disponibili per l’ascolto in streaming ed è persino possibile acquistare le singole canzoni in formato mp3 al prezzo di un quarto di dollaro ciascuna. La società di Santa Cruz, California, si mette teoricamente al riparo dai guai annunciando a terzi la propria disponibilità a cancellare immediatamente dall’archivio canzoni e album protetti da copyright e la cui riproduzione non sia autorizzata. Cosa che, al momento in cui scriviamo (martedì pomeriggio, 3 novembre), per i Beatles, incredibilmente, non si è ancora verificata: difficile però che la EMI, d’accordo con Paul McCartney, Ringo Starr, Yoko Ono e Olivia Harrison, faccia passare ancora molto tempo.
BlueBeat appartiene a una società chiamata Media Rights Technologies (MRT) ed esiste in rete come servizio di streaming dal 2004.