Michael Bublé, innamorato delle
arie tricolori -forse per via del nonno padovano- e del Bel Paese, ha
usato una
metafora decisamente italica per descrivere la versione
britannica di "X factor". Bublé, da Burnaby in Canada, 34
anni,
recentemente è transitato nel programma e ha paragonato l'atmosfera
dello show al Colosseo ai tempi della Roma
antica. "Chi è lì viene
giudicato da 14 milioni di persone. Non è certo l'esibizione più facile
del mondo. Diciamo
pure che l'atmosfera fa paura e che è come il
Colosseo ai tempi dell'antica Roma. La gente è lì che ti incita oppure
ti fa booo. I miei concerti, in confronto, sono delle stupidate". Il
crooner della British Columbia ha fatto poi
intendere che "X factor",
dove ha eseguito la sua "Cry me a river", non gli spiace del tutto.
"Solo col tempo poi si
vedrà se i concorrenti diventeranno artisti
veri o faranno invece i cantanti da karaoke. Prendiamola come viene, è
una trasmissione di intrattenimento, è come una soap, se poi viene
fuori anche un artista, beh, tanto di
guadagnato". Michael infine ha
difeso Robbie Williams, il quale in una delle precedenti puntate si era
esibito in
uno stato piuttosto strano. "La gente fa presto a dire 'era
drogato' oppure 'era ubriaco', la verità è che Robbie si
esibiva per
la prima volta dopo tre anni. Ma lasciamolo stare".