File sharing, in UK il provider Talk Talk vuole fare causa al governo




02 nov 2009 - L’annuncio da parte del ministro dell’Industria britannico, Peter Mandelson, della possibile introduzione nel Regno Unito di nuove misure repressive anti file sharing che, nei casi più gravi, potrebbero prevedere la disconnessione del collegamento Internet ai pirati recidivi, ha provacato vivaci proteste da parte di Talk Talk, il maggiore fornitore inglese di connessioni a banda larga che dal luglio di quest’anno controlla il portale Tiscali UK.  I responsabili della società hanno preannunciato una possibile azione legale contro il governo, nel caso il progetto dovesse andare avanti. “Questo tipo di approccio si basa sulla presunzione di colpevolezza anziché di innocenza e sostituisce il corretto procedimento giudiziario con l’intervento di un tribunale fittizio”, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Guardian un dirigente di Talk Talk, Andrew Heaney. “Siamo sicuri”, ha aggiunto Heaney, “che ne scaturirebbero accuse infondate. Se il governo deciderà di proseguire in questa direzione ci appelleremo contro una decisione che viola i diritti umani fondamentali”.  



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