Carmen Consoli presenta 'Elettra': 'La musica per me è una medicina'
21 ott 2009 - La musica come medicina: il nuovo album di Carmen Consoli, "Elettra", il primo a tre anni da “Eva contro Eva" è stato segnato dalla morte del padre. Quando la "cantantessa", che ha incontrato oggi la stampa a Milano, nomina suo padre è l'unico momento in cui si rabbuia per un attimo, prima di tornare solare, il solito torrente in piena di sempre. "E' un disco sull'amore paterno", spiega del disco, che esce il 30 ottobre. "'Elettra' rappresenta un po' il mettere da parte l'amore materno per scoprire il rapporto con il padre, che è più sottile, meno scontato", dice, spiegando il titolo che cita la figura mitologica che nella psicanalisi è il contraltare femminile di Edipo, ovvero la donna innamorata del padre. "Nel caso di questo disco, è avvenuto un piccolo miracolo, ovvero la trasformazione di un evento molto doloroso in un evento di gioia". Carmen si rabbuia appunto per un attimo quando racconta di "Mandaci una cartolina", uno dei pezzi chiave dell'album: "Parla di mio padre, l'ho scritta subito dopo la sua scomparsa, in 4 ore, è dedicata a lui". Poi cambia immediatamente registro e imita divertita Franco Battiato: racconta di quando il cantante, che compare nel disco in "Marie ti amiamo", le ha detto con la sua tipica cadenza: " 'Io non capisco come si possano usare i dischi per elaborare i propri problemi: io compro il disco e devo pure sentire queste cose! Ma andassero in analisi!'". Poi riprende il tono normale: "Lo capisco, ma per me fare musica è come una medicina, è la mia salvezza… Quella canzone l'ho scritta con il suo tono ironico, cercando di far rivivere la sua visione. Per esempio le 'bortane', con la 'b', che addolcisce la parola, e la rende molto diversa da 'puttane' ".Le "bortane" compaiono anche nel video di "Non molto lontano da qui", il primo singolo estratto dall'album, che ben ne rappresenta le sonorità acustiche, logica evoluzione dell'album precedente: " 'Eva contro Eva' ha tracciato una linea che ho ancora voglia di seguire. Là c'era più ricerca di sonorità e strumenti etnici, questo è più un disco di cantautorato italiano e nord europeo. Ma la ricerca musicale è quella iniziata allora".
Carmen spiega che nei tre anni album abbondanti che hanno separato i due album, ha scritto molto, ma solo recentemente ha avuto il tempo e il modo di mettere mano al materiale per fare il disco, che è stato registrato in tempi relativamente brevi: "Continuo tuttora a scrivere canzoni, non le scrivo solo per fare dischi. Mi è sembrato il momento giusto per raccogliere quello che ho scritto in questi tre anni, portando la mia musica in giro per l'Europa e per l'America. Io ho bisogno di suonare per fare esperienza, con cose molto diverse tra loro, dalla musica folk al rock. Ma mi porto sempre con me con un registratore a 4 piste e la sera, se mi veniva un'idea, la incido. In tutto questo tempo, però, non ho mai avuto il tempo di concentrarmi e dedicarmici completamente fino a quando io e la mia band ci siamo ritrovati a Punta Lazzo, alle pendici dell'Etna: in due mesi l'abbiamo completato".
Tra un racconto e l'altro sulla sua Sicilia, tra una citazione e l'altra di storie e scrittori della sua terra, Carmen c'è tempo per qualche chiacchierata sull'attuale stato della musica e della televisione: "Oggi sembra che debba essere tutto subito, poi poco dopo è tutto finito, e questi ragazzi usciti dalla TV finiscono sul lettino con Elettra...".
TAGS: Carmen Consoli, Franco Battiato, Interviste, musica italiana
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Carmen Consoli nasce a Catania nel 1974. A nove anni inizia a suonare la chitarra elettrica, a 14… leggi tutto >
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