12 ott 2009 - Il Regno Unito vale da solo quasi la metà (più precisamente il 49,8 %) del mercato della musica digitale in Europa: è quanto risulta dai dati presentati dalla Federazione dell’Industria Musicale Italiana (FIMI) la settimana scorsa a Milano durante il Digital Music Forum 2009. Le cifre, relative al quarto trimestre 2008, attribuiscono una quota di mercato del 16,1 % alla Germania, del 10,3 % alla Francia e del 3,3 % all’Italia, seguita da Svizzera (3,2 %), Spagna (2,6 %), Danimarca (2,6 %), Belgio (2,4 %), Norvegia (2,3 %), Irlanda (1,9 %), Olanda (1,5 %), Svezia (1,5 %) e Austria (1,4 %).
Nel Regno Unito compra brani on-line il 16 % della popolazione, mentre gli italiani che scaricano musica a pagamento sono appena il 2,3 % (ben al di sotto della media europea, che è dell’11 %); d’altra parte nel nostro paese neanche l’e-commerce ha mai attecchito ed è bassissima la percentuale dei cittadini che comprano cd su Amazon o altri negozi on-line (2 %). L’Italia, paese leader in Europa per quanto riguarda il p2p illegale (23 % della popolazione, a fronte di una media europea del 14 %) e lo streaming videomusicale da
YouTube (34 %, media europea del 30,7 %), lo è anche per la frequentazione dei
social network legati ad artisti e in particolare di
Facebook (27,7 % contro una media del 14,5 %). Causa anche la carenza di offerta e l’assenza di servizi come Spotify risulta molto ridotta, invece, la fruizione di siti di streaming audio (6,8 % della popolazione contro una media EU del 12,8 %). Tiepida, infine, anche l’accoglienza nei confronti di videogiochi musicali come Guitar Hero o Rock Band (li acquista il 2,8 % della popolazione contro il 6,4 % degli europei).
TAGS: Amazon,
Digital Music Forum,
Facebook,
FIMI,
industria musicale,
YouTube