UK, primo stop a Live Nation-Ticketmaster
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09 ott 2009 - Primo intoppo per la progettata fusione tra Live Nation e Ticketmaster, multinazionali leader nei settori della musica dal vivo e dell’ electronic ticketing: la Commissione inglese incaricata di vigilare sulla concorrenza ha infatti emesso un primo parere negativo sull’operazione, valutando che il merger potrebbe condurre a un aumento generalizzato dei prezzi dei biglietti dei concerti e a una riduzione della concorrenza nel settore.
Tra i potenziali danneggiati dalla fusione il commissario Christopher Clarke ha citato la società tedesca di ticketing CTS Eventim, che con Live Nation aveva firmato un accordo di collaborazione internazionale pochi mesi prima che venisse annunciata la sua intenzione di allearsi con Ticketmaster. Come rimedio, l’Antitrust inglese propone il ridimensionamento delle attività di Live Nation o di Ticketmaster sul mercato inglese, o comunque l’adozione di misure che consentano anche a concorrenti più piccoli di sopravvivere. Le due società nordamericane hanno un tempo relativamente breve per presentare le loro controproposte, dal momento che il verdetto finale della Commissione inglese è atteso per il 24 novembre; la loro fusione, intanto resta sotto investigazione anche negli Stati Uniti, dove è al vaglio del Dipartimento di Giustizia.
TAGS: Antitrust, Christopher Clarke, CTS Eventim, industria musicale, Live Nation, Ticketmaster
Tra i potenziali danneggiati dalla fusione il commissario Christopher Clarke ha citato la società tedesca di ticketing CTS Eventim, che con Live Nation aveva firmato un accordo di collaborazione internazionale pochi mesi prima che venisse annunciata la sua intenzione di allearsi con Ticketmaster. Come rimedio, l’Antitrust inglese propone il ridimensionamento delle attività di Live Nation o di Ticketmaster sul mercato inglese, o comunque l’adozione di misure che consentano anche a concorrenti più piccoli di sopravvivere. Le due società nordamericane hanno un tempo relativamente breve per presentare le loro controproposte, dal momento che il verdetto finale della Commissione inglese è atteso per il 24 novembre; la loro fusione, intanto resta sotto investigazione anche negli Stati Uniti, dove è al vaglio del Dipartimento di Giustizia.
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