I Tokio Hotel a Milano: 'll download illegale è un furto'




I Tokio Hotel a Milano: 28 set 2009 - Davanti all'albergo, un moderno 5 stelle tatticamente defilato nella zona Lotto-San Siro di Milano, staziona un'ottantina di disciplinate tokiohotelline. La speranza, ovviamente, è quella di poter vedere i tedeschi che, dopo il singolo "Automatic", il prossimo 2 ottobre spediranno nelle rivendite l'atteso album "Humanoid". I Tokio Hotel sono in notevole ritardo. I giornalisti tentano una strategia comune dopo aver appreso d'essere in 15, e con 20 minuti complessivi d'intervista. Inoltre le domande, in italiano, devono essere tradotte in tedesco; quanto enunciato in tedesco verrà poi rimbalzato in italiano. Circa 50 secondi a testa, insomma. Forse si potrebbe chiedere l'omologazione nel Guinness dei Primati. Alla fine si opta per la sola soluzione possibile: una domanda a testa, il più velocemente possibile, e via andare. In sala arriva la band di Magdeburgo e prende posto. Non si può non notare Bill Kaulitz. Molto dolce e sorridentissimo, unghie smaltate, truccato duro, capelli neri sparati dritti, guanti senza dita, nessuna traccia di barba, collanone d'acciaio. Parlerà quasi sempre lui. Attitudine da leader.
-Sapete già quando inizierete il tour per promuovere 'Humanoid'?
-"Abbiamo una nuova agenzia, le date non le conosciamo ancora, speriamo di farne molte in Italia".
-Perché avete deciso d'andare in Sudafrica per il video che accompagna 'Automatic'?
-"Abbiamo scelto d'andare lì perché ci serviva del deserto. E' stato un video molto impegnativo perché le riprese sono durate cinque giorni. Il singolo è stato tra gli ultimi pezzi che abbiamo composto per l'album, ma è quello che esce per primo perché riassume l'andamento del disco. Parla anche di una ragazza senza sentimenti".
-Il filo conduttore dell'album?
-"Ruota attorno alla parola 'umanoide' anche se all'inizio non avevamo deciso affatto questa cosa. Il filo è questo, ma è saltato fuori scrivendo l'album".
-Ma ci sono vari richiami alla fantascienza.
-"Questo ci è stato fatto notare alla fine dell'album e noi abbiamo riconosciuto che effettivamente era così. Però non ci sono componenti precisi ai quali ci siamo attenuti".
-Perché andare a registrare negli USA?
-"Non è un ca*zo importante dove si produce la musica, le canzoni sono nate nel nostro Paese. Non importa dive produci, noi più che altro siamo andati lì perché ci sono dei buoni studi di registrazione".
-Da 'Scream' c'è stata evoluzione?
-"Sì, è stato in parte un processo naturale, abbiamo cercato di distanziarci anche dal solito schema basso/batteria/chitarra; e comunque è passato tempo, è normale che ci sia stato dello sviluppo".
-Ma la vostra adesso è anche un po' una vita 'automatica'?
-"Ovvio che un album come questo non nasce se ti rilassi al parco, abbiamo dei tempi scanditi, è un disco che nasce anche dal fatto che non abbiamo una vita privata. Naturalmente ci mancano le cose di tutti i giorni, ma è stata una scelta consapevole perché già da quando avevamo 15 anni ci siamo più o meno messi in quest'ottica. Anche se naturalmente non sapevamo che avremmo avuto tutto questo successo".
-Come mai la nuova pettinatura?
-"E' una delle poche decisioni private che posso prendere. Però...così, non c'è un motivo preciso"
-Pensate che l'assenza tra un album e l'altro abbia indebolito la vostra popolarità?
-"In Italia non si direbbe proprio! (I TH sono reduci da un bagno di folla per una sorta di party organizzato per i loro fan) Per trovare forza e creatività c'è voluto del tempo. La cosa veramente importante era fare un buon album".
-E l'album come è nato?
-"L'origine è sempre basso più batteria. Uno scrive la musica e gli altri si adeguano, ah hah".
-Il vostro rapporto con Internet?
-"C'è talmente tanta roba che diventi scemo se cerchi di leggere tutto. Dobbiamo per forza cercare di selezionare le cose".
-Ci sono stati episodi sgradevoli, anche violenti, con i vostri fan...
-"Questi episodi non c'entrano niente con i fan, sono successi perché c'erano dei pazzi, degli psicopatici. Il nostro rapporto con i fan è sempre buono, gli episodi strani sono accaduti al di fuori dei fan".
L'intervista, che sembrava concludersi in maniera normale, si chiude invece con una inaspettata condanna da parte dei Nostri. Stimolati da un collega che chiede loro cosa pensino del download illegale, visto che in questi giorni tra Lily Allen ed altri il dibattito è forte, i ragazzi si schierano totalmente contro chi scarica le canzoni facendo il furbo.
-"Di gratis al mondo non c'è niente. L'affare è serio, il download illegale dà sempre meno possibilità ai gruppi giovani di emergere perché le etichette vanno in crisi. E' un fenomeno che andrebbe punito perché è una cosa grave. Già prima che avessimo successo non abbiamo mai consigliato di scaricare così. Si tratta di furto. Inutile fare tanti giri di parole, il download illegale è furto".



TAGS: Interviste, pop/rock, Tokio Hotel

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ziletta aldo furtoe la tua testa
toshiro milf-une s.palin i'm your fan!
s.palin x il pasticcere
il pasticcere dolci come la m*rda filata
giulia che teneri!
yprite ho 30 anni, ma...
sivia ...
fagiano scarsi, ma...
Aldo Furto è la vostra musica
Robby caz*ate enormi
jillo posizione interessante
Gad Ma per favore!!
'C'e' stato un periodo in cui guardavo in continuazione 'Taxi driver'. Mi guardavo attorno e mi chiedevo: 'Beh, ora che faccio? Quasi quasi mi riguardo �Taxi driver�. Mi far� star meglio'. E non succedeva.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Robbie Williams
accadde oggi
Nasce Peter Gabriel. Dopo…



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