La rivoluzione digitale di Wyclef Jean




La rivoluzione digitale di Wyclef Jean 31 ago 2009 - E' dall'inizio del suo impegno nella campagna presidenziale di Barack Obama che Wyclef Jean sta cercando una nuova via per portare la propria al musica al proprio pubblico. Il suo obiettivo è quello di saltare le barriere poste dalle etichette discografiche per poter ritrovare il contatto con l'ascoltatore finale.
La sua nuova idea è un nuovo progetto intitolato "Revolution" con cui si propone di scoprire nuovi artisti musicali con la complicità e l'impegno degli stessi.
"La musica e il marketing non sono la stessa cosa. Un artista come me, che vive in questo ambiente da quindici anni, è considerato troppo costoso dalle case discografiche", spiega Wyclef. "Dall'altra parte un artista al debutto ha una domanda minore, almeno finché non riuscirà ad ottenere un minimo di successo. Inoltre le radio hanno la convinzione che un artista come me non attiri il giovane pubblico e così evitano di passare la mia musica. Quello che nessuno capisce è che la mia musica parla e dà emozioni ad ogni generazione".
Alla ricerca di un modo per ritrovare la qualità all'interno del business, l'ex Fugees ha deciso di diventare il produttore di sé stesso e di fondare un gruppo su Twitter, i "The warriors". "Non solo un'altra sparata da artista, ma la ricerca di un nuovo modello, una strada completamente nuova nella quale fans e artisti possono comunicare direttamente tra di loro, senza intermediari, senza case discografiche che puntano sui cavalli giovani dimenticano quelli vecchi che gli hanno dato miliardi di dollari".
Il progetto si basa su una etichetta online dove il successo deriva semplicemente dalla scelta del pubblico. Gli artisti, chiunque altro voglia, da qualsiasi parte del mondo, può spedire i propri brani o ingaggiare battaglie di freestyle con altri utenti: circa quaranta musicisti hanno mandato le loro registrazioni e i dieci finalisti avranno la possibilità di registrare negli studi di Wyclef, il quale produrrà personalmente il vincitore finale.
Quello che voglio dimostrare alle case discografiche, ai programmatori radiofonici e agli organizzatori di concerti è che il mio destino non è nelle loro mani, ma in quelle della gente. Abbiamo il potere di farlo, possiamo lottare per una vera rivoluzione musicale".



TAGS: industria musicale, Wyclef Jean

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