Il tormentone dei tormentoni...
15 ago 2009 - I miei colleghi dei quotidiani, assai più fortunati di me da molti punti di vista (non ultimo quello economico), hanno anche, e vorrei vedere, qualche rogna. A mezza estate, diciamo verso la fine di luglio, i loro capiredattori o capiservizio - spesso per tappare la stagionale carenza di notizie interessanti, a volte giusto per abitudine o per tradizione - commissionano loro un articolo sui tormentoni estivi.
Recentemente è toccato anche all’amico Andrea Laffranchi, che (come fa ogni anno) ha consultato i maitres à penser (si fa per dire) dell’ambiente per chiedere loro quale fosse, o quale potrebbe diventare, il tormentone dell’estate.
Ognuno, commenta argutamente Laffranchi, ha il proprio “tormentino” (Francesco Facchinetti vota “When love takes over” di David Guetta con la voce di Kelly Rowland, i disc jockey Linus e Ringo non esprimono una preferenza, secondo Giorgia Longoni di Google Italia il video del momento è “1901” dei Phoenix, gruppo indie-rock francese, secondo il direttore di “Rolling Stone” vince “LaLa Song” di Bob Sinclar).
E’ evidente, dalla dispersione delle preferenze, che il tormentone “vero” dell’estate 2009 non c’è - o non c’è ancora. E’ altrettanto evidente che la frammentazione dei canali di fruizione della musica impedisce a una singola canzone di assumere una posizione evidentemente dominante, come accadeva ai tempi della RAI monopolista e come è accaduto fino all’inizio degli anni Ottanta, con le gloriose “Vamos a la playa” dei Righeira e “Un’estate al mare” di Giuni Russo.
A pensarci, gli ultimi due esempi di tormentone autentico e certificato sono stati la stupidamente sottovalutata “Tre parole” di Valeria Rossi e, assai più recentemente, “Sincerità” di Arisa (sulla quale un giorno o l’altro vorrei fare un discorso, ma adesso non è il caso).
Ci sono anche quelli che si autocandidano al ruolo di titolari del tormentone estivo: come Suzy (“La ragazza truzza”), o La Batata (“Ayaya - La patata”). Senza considerare che tormentoni si diventa, non si nasce, e che non c’è una ricetta che consenta di confezionare un successo - men che meno un tormentone.
Fra le tante canzoni che mi è capitato di ascoltare nelle ultime settimane, quelle che - secondo me - più avrebbero meritato di assurgere al titolo di “tormentone estivo 2009” sono “Baby baby baby” dei Make The Girl Dance, e non solo per meriti musicali, e “Bungalow”, esilarante novelty song vagamente arboriana, anch’essa accompagnata da un video buffo assai, confezionata dalla band pugliese dei Toromeccanica. Quest’ultima, in particolare, se fosse stata promossa con qualche fantasia (di soldi non ce n’è, si sa...), avrebbe potuto dare qualche soddisfazione al gruppo e all’etichetta. Peccato che (per ora) non sia andata così: ma se vi capita, andate almeno ad ascoltarla su Myspace, il divertimento è garantito.
(fz)
TAGS: Giuni, industria musicale, Righeira, Rossi, Russo, Toromeccanica, Valeria
Recentemente è toccato anche all’amico Andrea Laffranchi, che (come fa ogni anno) ha consultato i maitres à penser (si fa per dire) dell’ambiente per chiedere loro quale fosse, o quale potrebbe diventare, il tormentone dell’estate.
Ognuno, commenta argutamente Laffranchi, ha il proprio “tormentino” (Francesco Facchinetti vota “When love takes over” di David Guetta con la voce di Kelly Rowland, i disc jockey Linus e Ringo non esprimono una preferenza, secondo Giorgia Longoni di Google Italia il video del momento è “1901” dei Phoenix, gruppo indie-rock francese, secondo il direttore di “Rolling Stone” vince “LaLa Song” di Bob Sinclar).
E’ evidente, dalla dispersione delle preferenze, che il tormentone “vero” dell’estate 2009 non c’è - o non c’è ancora. E’ altrettanto evidente che la frammentazione dei canali di fruizione della musica impedisce a una singola canzone di assumere una posizione evidentemente dominante, come accadeva ai tempi della RAI monopolista e come è accaduto fino all’inizio degli anni Ottanta, con le gloriose “Vamos a la playa” dei Righeira e “Un’estate al mare” di Giuni Russo.
A pensarci, gli ultimi due esempi di tormentone autentico e certificato sono stati la stupidamente sottovalutata “Tre parole” di Valeria Rossi e, assai più recentemente, “Sincerità” di Arisa (sulla quale un giorno o l’altro vorrei fare un discorso, ma adesso non è il caso).
Ci sono anche quelli che si autocandidano al ruolo di titolari del tormentone estivo: come Suzy (“La ragazza truzza”), o La Batata (“Ayaya - La patata”). Senza considerare che tormentoni si diventa, non si nasce, e che non c’è una ricetta che consenta di confezionare un successo - men che meno un tormentone.
Fra le tante canzoni che mi è capitato di ascoltare nelle ultime settimane, quelle che - secondo me - più avrebbero meritato di assurgere al titolo di “tormentone estivo 2009” sono “Baby baby baby” dei Make The Girl Dance, e non solo per meriti musicali, e “Bungalow”, esilarante novelty song vagamente arboriana, anch’essa accompagnata da un video buffo assai, confezionata dalla band pugliese dei Toromeccanica. Quest’ultima, in particolare, se fosse stata promossa con qualche fantasia (di soldi non ce n’è, si sa...), avrebbe potuto dare qualche soddisfazione al gruppo e all’etichetta. Peccato che (per ora) non sia andata così: ma se vi capita, andate almeno ad ascoltarla su Myspace, il divertimento è garantito.
(fz)
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