La Toya, sorella di Michael Jackson, ha concesso una lunga intervista al News Of The World, il domenicale britannico che in questi giorni è nell'occhio del ciclone perché, secondo le accuse, avrebbe fatto intecettare i telefoni cellulari di varie personalità. Ma, in questo caso, nessuna intercettazione: l'intervista, durata quattro ore, è stata data dalla 53enne sorella del King of Pop direttamente al gionalista James Desborough. La cantante ed ex modella di Playboy pare essere assolutamente convinta del fatto che Jacko sia stato eliminato, in una sorta di cospirazione, per poter mettere le mani sulla sua fortuna. La Toya ovviamente non ha fatto nomi ma è stata piuttosto esplicita. "E' stata una cospirazione per prendersi i soldi di Michael. Non pensiamo che sia stato fatto da una sola persona. So chi è stato e non mi farò da parte fino a quando non li avrò beccati", ha detto. E poi: "Michael è stato ucciso per i suoi soldi. Mio fratello aveva più di 1 miliardo in diritti di publishing e qualcuno l'ha ucciso per quei soldi. Valeva di più da morto che da vivo. Un paio d'anni fa Michael mi aveva detto: 'Mi uccideranno per il mio publishing. Vogliono i miei cataloghi'. Sapevo che sarebbe successo qualcosa di terribile. Michael veniva curato in modo non corretto da gente che lo voleva dipendente dai medicinali. Non voglio dire chi sia il responsabile perché c'è una inchiesta aperta, ma non tutti avevano a cuore gli interessi di Michael. Un mese fa ho come sentito che Michael sarebbe morto prima di fare i concerti di Londra. C'è gente che controllava Michael, nessuno poteva contattarlo. Mio padre Joe cercava sempre di vederlo; so che veniva visto come una minaccia, ma lui voleva veramente aiutarlo. E, se uno riesce a tenere lontana la famiglia, può fare ciò che vuole. E poi Michael aveva sempre dei soldi in contanti a casa, di solito sui 2 milioni di dollari per pagare le cose, ma quando il giorno che è successo sono andata a casa sua non c'era più neanche uno spicciolo. In casa era entrata un sacco di gente prima che arrivassi io, e qualcuno ha fatto un bel lavoretto".