'Per l'amor del cielo' di Bobo Rondelli: 'Il nuovo album? E' un po' naif'




'Per l'amor del cielo' di Bobo Rondelli: 'Il nuovo album? E' un po' naif' 15 lug 2009 - Dopo anni di silenzio riappare sulle scene con un nuovo album uno degli artisti livornesi più interessanti e intelligenti degli ultimi tempi. Bobo Rondelli segna il suo ritorno con nove brani inediti raccolti in “Per l’amore del cielo”: “In questi anni principalmente ho messo sù famiglia, avendo due bambini ho aspettato che crescessero un po’ prima di rimettermi a fare canzoni”, ha spiegato il cantautore, “A dire il vero ho anche fatto un po’ di teatro e ho registrato un disco con Stefano Bollani”. Il nuovo di Rondelli è un disco dalle atmosfere intime, sussurrato e molto intenso: “Ammetto che con diversi anni a disposizione si abbia la possibilità di fare un disco più 'assemblato'. Tutto è nato con il fatto che con la crisi che c’è e con il fatto che non si suona molto in giro, con queste canzoni nuove, volendo, posso fare delle date anche da solo, senza aver per forza una band al seguito. Mi è venuto normale fare un disco di questo tipo. Di solito parto da un’idea, da un concetto di cui voglio parlare, da qualcosa che ho da dire. Poi magari esce una melodia che mi piace oppure arriva prima quella e mi evoca una frase o una parola. E’ un disco un po’ naif, l’amore poi mi rende in questo stato perenne di grazia e imbecillità. A fare questo lavoro poi ci si innamora spesso… fino poi a ritrovarsi soli”.
“Per l’amor del cielo” contiene un brano con il testo di una poesia di Gianni Rodari, “Il cielo è di tutti”, e canzoni in cui Rondelli parla della sua città, Livorno: “Mi hanno regalato tutta l’opera completa di Rodari da quando son diventato papà e così mi sono messo a leggerle, e questo suonava una bella filastrocca. Rodari scriveva per adulti, per conservare quel bambino che da grandi bisognerebbe tenere dentro. E’ un brano con sonorità un po’ alla ‘pelle rossa’, un po’ celtica, una sorta di danza sotto al cielo. ‘Madame Sitrì’ invece era la proprietaria di un vecchio bordello della città livornese: ho scritto una storia immaginata, una storia d’amore tra il soldato che va a morire e una prostituta, un’immagine non nuova, un inno all’amore e, diciamolo, alla diserzione”.
Rondelli si augura di poter portare presto il suo nuovo album in concerto: “Secondo me ora è un po’ una fase ferma. I discografici non stimolano più a scrivere, nemmeno il pubblico ad essere sincero ascolta molto. Quando presenti un disco nuovo in un locale, ti ascoltano alla prima strofa, poi al tempo del ritornello son già dietro a parlare dei fatti loro. Con il potere si è distrutto un po’ tutto il senso dello stare insieme, dell’osteria, dell’uscire e trovarsi per sentire buona musica”.
Coinvolto da un altro livornese doc, il regista Paolo Virzì, Rondelli e la sua storia saranno protagonisti di un documentario dal titolo “L’uomo che aveva picchiato la testa”, che riprende il titolo di uno dei brani più famosi di Rondelli e della sua storica band, gli Ottavo Padiglione: “Paolo mi ha un po’ aiutato con questo contributo. Ci conosciamo da ragazzini, non escludo che prima o poi si lavori insieme”.



TAGS: Bobo Rondelli, musica italiana, Ottavo, Padiglione

Bobo Rondelli
Tutto su Bobo Rondelli

Roberto Rondelli nasce a Livorno, il 18 marzo 1963. Cantautore, inizia a suonare fin da… leggi tutto >


COMMENTA QUESTA NOTIZIA


 disclaimer il tuo commento apparirà su questa pagina entro un minuto
'Non voglio suonare presuntuoso, ma direi che dal 1969 al 1989 non abbiamo fatto un solo passo falso.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Lenny Kravitz
accadde oggi
Nasce Miles Davis. La più…




Sanremolab: anche Mary Setrakian tra i docenti


CONTINUA A LEGGERE >

Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali