Polemiche in SIAE, gli editori musicali bloccano la rielezione del presidente




26 giu 2009 - Bilancio consuntivo approvato a maggioranza risicata (34 voti a favore, 26 astensioni). Abbandono polemico dell’aula da parte di una nutrita schiera di membri dell’assemblea, così da impedire (per mancanza del numero legale) l’attesa rielezione a presidente dell’avvocato Giorgio Assumma. E una lettera dei sindacati di categoria SLC CGIL, FISTEL CISL, ULPA UIL, CONFSAL e UGL Comunicazione al ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi e al segretario generale della Presidenza del Consiglio Manlio Strano affinché gli organi governativi incaricati di vigilare sulla società degli autori convochino d’urgenza “un tavolo istituzionale” per affrontare la situazione.
Dopo l’assemblea di martedì scorso, 23 giugno, la SIAE naviga ancora una volta in acque agitate. A guidare la protesta, stavolta, è l’ “industria”, un’alleanza trasversale capeggiata dagli editori musicali multinazionali e indipendenti (EMI, Sony/ATV, Warner Chappell, Universal, Sugarmusic, Accordo/Curci, Abramo Allione, Ala Bianca, Peer Music, CAM, Leonardi, Media) che ha anche provocato una spaccatura all’interno di una delle tre associazioni di categoria, la Unemia. I “dissidenti” contestano ad Assumma, al consiglio di amministrazione e al direttore generale Domenico Caridi una crescita esponenziale del debito (cioè delle somme accantonate e non ancora ripartite) nei riguardi degli associati, ma soprattutto la diminuzione degli incassi nel settore in crescita del digitale (poco più di 5 milioni di euro, contro i 7 dell’anno precedente), in controtendenza con le performance delle altre principali agenzie di collecting europee: colpa, a loro avviso, di una politica contrattuale poco efficace e lungimirante nei riguardi dei grandi utilizzatori del repertorio, Internet provider, operatori telefonici ed emittenti radiotelevisive.
La coalizione “NuovaSiae”, che riunisce la minoranza dissidente, chiede a questo punto “un nuovo progetto politico e gestionale a tutela degli associati a partire dalla designazione del Presidente”. Dalla cui parte si è schierata invece l’organizzazione sindacale UIL-UNSA (Unione Nazionale Scrittori e Artisti), che accusa le “multinazionali” di ostruzionismo esprimendo la sua solidarietà al presidente Assumma, “figura considerata da sempre Presidente di Garanzia per tutte le componenti”. Sollecitata a una replica da Rockol, la società degli autori non ha espresso per ora alcun commento.



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