Azoff (Ticketmaster): 'La musica digitale? Oggi è uno strumento di marketing'
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29 mag 2009 - Le star del pop e del rock, oggi, incassano meno del 6 % dei loro guadagni complessivi dalle vendite dei dischi. Lo ha rivelato Irving Azoff, manager di numerosissimi artisti (da Willie Nelson a Miley Cyrus passando per gli Eagles) e attuale amministratore delegato di Ticketmaster, intervenendo alla conferenza “D7- All things digital” che si è tenuta nei giorni scorsi a Carlsbad, in California. “La musica registrata, inclusa quella digitale”, ha spiegato Azoff, “è oggi più un veicolo di marketing per i concerti e il branding che una fonte di reddito vera e propria. Le case discografiche stanno cercando di difendere un vecchio modello di business ma anche gli artisti stanno soffrendo la transizione al digitale. Per questo, oggi e in futuro, è così importante la tutela del copyright”.
Nell’occasione, Azoff ha ribadito che, fosse stato per lui, non avrebbe acquistato il sito di secondary ticketing Ticketsnow, sostenendo tuttavia che sono gli artisti e i proprietari delle sale da concerto a decidere come distribuire i biglietti (di cui meno della metà, solitamente, finisce direttamente in vendita al pubblico): la soluzione del problema, secondo lui, consiste nell’allargare ulteriormente la forbice tra biglietti ‘premium’ e biglietti economici nell’ambito dello stesso concerto. “Spesso la gente non capisce che Tickemaster è solo un’agenzia che vende biglietti”, ha aggiunto, difendendosi dalle accuse di speculazione avanzate da artisti come Bruce Springsteen (“credo che sia stato male informato”) e sostenendo che una fusione con Live Nation è “una naturale evoluzione del business”. “Il fatto che su questo mercato non esista vera concorrenza è solo un mito”, ha detto Azoff “Siamo molto ottimisti, riguardo l’approvazione del merger. Credo che accadrà da qui alla seconda parte dell’anno”.
TAGS: Azoff, Bruce, Cyrus, Eagles, industria musicale, Irving, Miley, Nelson, Springsteen, Ticketmaster, TicketsNow, Willie
Nell’occasione, Azoff ha ribadito che, fosse stato per lui, non avrebbe acquistato il sito di secondary ticketing Ticketsnow, sostenendo tuttavia che sono gli artisti e i proprietari delle sale da concerto a decidere come distribuire i biglietti (di cui meno della metà, solitamente, finisce direttamente in vendita al pubblico): la soluzione del problema, secondo lui, consiste nell’allargare ulteriormente la forbice tra biglietti ‘premium’ e biglietti economici nell’ambito dello stesso concerto. “Spesso la gente non capisce che Tickemaster è solo un’agenzia che vende biglietti”, ha aggiunto, difendendosi dalle accuse di speculazione avanzate da artisti come Bruce Springsteen (“credo che sia stato male informato”) e sostenendo che una fusione con Live Nation è “una naturale evoluzione del business”. “Il fatto che su questo mercato non esista vera concorrenza è solo un mito”, ha detto Azoff “Siamo molto ottimisti, riguardo l’approvazione del merger. Credo che accadrà da qui alla seconda parte dell’anno”.
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