Paolo Benvegnù: 'Con l’Ep abbiamo chiuso la nostra educazione sentimentale'
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23 apr 2009 - Paolo Benvegnù ritorna con un nuovo Ep, una nuova veste grafica, nuove canzoni: “500”, questo il titolo, contiene cinque brani inediti, tranne “Nel silenzio”, già registrata per il precedente disco, che chiudono a detta dell’artista “la fase di educazione sentimentale dei Paolo Benvegnù”.La presentazione dei brani è stata un’insolita cena sul ristorante-barcone de Le Scimmie di Milano, durante la quale Benvegnù e musicisti si sono prestati al servizio dei tavoli, intrattenendo stampa e fan tra una portata e l’altra: “Se non ci fossero gli altri musicisti sarei più drammatico”, ha spiegato Paolo a Rockol, “L’idea della presentazione era quella di usare i cliché per dissacrarci oppure per sdrammatizzare, è una sottotraccia che sapevo solo io, ma a quanto pare è stata percepita più che bene. Queste situazioni, queste scenette, ci vengono in mente quando siamo in furgone, in coda ad aspettare, sono canovacci, niente di complicato. Magari più avanti scriveremo qualcosa di più impegnativo ma di sicuro saremo dei Paolo Benvegnù meno divertenti, è sempre così”.
E già, Paolo Benvegnù non è semplicemente il nome e il cognome dell’artista, ma è il nome dell’intero complesso: “Mi faccio guidare da loro, ogni tanto dico cose interessanti, altre volte scrivo quello che mi suggeriscono. Mi piace molto ‘500’, penso che sia una canzone con una scrittura alta, densa, è il mio esempio da seguire per il futuro, mi piacerebbe scrivere sempre così. Per ora è un’idea, si può sbagliare il bersaglio ma l’importante è che l’idea sia centrata, e per me l’ispirazione ed il concetto, sono state beccate in pieno. ‘Nel silenzio’ è un brano su cui mi sono fissato, devo ammetterlo. Il significato è quello di riuscire a superare il conflitto tra due persone che si amano o che si amano parzialmente, come sentire che per ciò che si è dato si è parte l’uno dell’altro, ci si porta un po’ in giro, ne più ne meno. E’ la propaganda di un meccanismo che esclude il possesso. A livello tecnico invece è praticamente identica alla versione precedente, é soltanto più ritmata. Abbiamo messo in rapporto il nostro approccio molto naif con l’approccio di un professionista del settore come è Fabrizio Barbacci – storico produttore italiano già al lavoro con Ligabue – per vedere cosa ne faceva. Sono cambiati pochi accordi e l’idea di base, è un ponte verso il futuro e abbiamo capito tante cose tra cui una fondamentale: per fare pezzi pop bisogna essere molto molto bravi o avere molti molti soldi. In questo momento non abbiamo né uno né l’altro e siamo consapevoli che di soldi non ne avremo nemmeno in futuro, perciò dobbiamo davvero puntare su noi stessi, sul migliorarci e diventare sempre più bravi”.
Anche il nuovo Ep, come il precedente e come il disco “Le labbra”, pubblicato nel 2008, è curato nei minimi dettagli per quanto riguarda la grafica e il libretto interno: “Non essendo più un giovanissimo, ricordo quando i dischi erano di più di alcune canzoni incise su un supporto”, spiega Benvegnù, “per me un disco era ed è ancora un oggetto importante, lo considero come un libro. Mi hanno chiesto di scriverne uno vero e proprio, ma non c’ho mai pensato, non voglio farlo: o faccio il fonico o faccio il produttore o faccio il cantante e scrittore di pezzi, non lo scrittore di libri. Anzi, al massimo vado avanti a fare il cameriere”.
TAGS: Barbacci, Fabrizio, musica italiana, Paolo Benvegnù
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Nasce a Milano nel 1965. Inizia la propria carriera di cantante e autore con gli Scisma (1993-2003… leggi tutto >
Nasce a Milano nel 1965. Inizia la propria carriera di cantante e autore con gli Scisma (1993-2003… leggi tutto >
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