‘Senza spina’ di Branduardi: 'In quel concerto diedi vita al primo unplugged'
15 apr 2009 - Quando Franco Ferretti, ingegnere del suono e flautista, ha fatto sentire ad Angelo Branduardi la registrazione su audiocassetta del concerto del 1986 al Teatro Olympia di Parigi, lo stesso Branduardi non ci poteva credere: “Sembrava assurdo, invece era proprio l’intero concerto fatto a Parigi ventitre anni fa”, ha raccontato il cantante, “E’ stato uno dei primi concerti completamente acustici della storia, quando ancora l’unplugged non esisteva. E’ capitato anche che qualcuno mi indicò come inventore di un genere, e forse è anche stato così. Ho messo in pratica alcune idee in largo anticipo rispetto a molti, come mi è anche capitato, a volte, di arrivare in ritardo”.Quello stesso concerto, ridotto a undici brani rispetto alle due ore di registrazione, è stato ripubblicato lo scorso 27 marzo con il titolo “Senza spina” e l’aggiunta di tre brani inediti: “Abbiamo lavorato solo di post produzione togliendo il fruscio, per il resto le registrazioni sono a presa diretta. Le canzoni hanno subìto una selezione in virtù di una certa atmosfera, abbiamo lasciato fuori alcuni brani strumentali un po’ caciaroni che hanno senso in un contesto live, all’interno di un concerto, un po’ meno sul disco. Ho rifatto anche ‘O sole mio’, un brano che mi piace fare spesso e che è stato urlato più e più volte dal tenore di turno, mentre la mia versione è diversa. Forse non tutti sanno che è un brano scritto in Russia, a Odessa, un brano che parla di amore e nostalgia, ed io l’ho voluto un po’ riportare alle origini utilizzando il tempo originale che usava anche Murolo, ma rallentandola della metà”.
Il primo singolo estratto dal disco è “Il denaro dei nani”: “E’ forse l’unica canzone di denuncia che ho scritto nella mia carriera”, precisa, “E’ una sorta di metafora: un’antica leggenda bretone raccontava di un tesoro appartenuto ai nani che era come veleno. L’unico che per adesso ha capito davvero il senso della canzone è Enrico Ghezzi – autore televisivo – che lo ha usato per una puntata di Blob come sottofondo ad una riunione del Pdl: politica a parte, non mi era mai capitato prima di descrivere una cosa attuale. Io non racconto ciò che vedo intorno a me, racconto ciò che vorrei vedere, cercando di andare oltre alla porta, e finché ci sarà lo stimolo per farlo, io continuerò. Penso che il genio vero”, continua, “non abbia bisogno di terreno fertile, ma possa crescere anche in un deserto. Io non aspiro di certo ad essere un genio, ma ad essere un buon musicista sì, ed è per questo che ho necessità di aria buona da respirare e di terra concimata”.
Branduardi è già in tournée dall’11 aprile scorso: “Sono stato al Sistina di Roma ed ora mi preparo per un lungo periodo di concerti i Germania, dove sono sempre contento di tornare. Lì il pubblico mi segue sempre con molta attenzione, una volta ho provato a fare una versione di un mio brano in inglese ed il pubblico tedesco si è quasi offeso, ho dovuto interrompere la band e ricominciarlo in italiano: avevano ragione. Finite queste date”, ha concluso, “suonerò dal vivo ‘Senza spina’ e spero di riuscire ad avere i musicisti che lo hanno suonato con me nel disco”.
TAGS: Angelo Branduardi, musica italiana
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Angelo Branduardi nasce nel 1950 a Cuggiono, piccolo paese della campagna vicino a Milano. La sua… leggi tutto >
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