iPod Shuffle 3g, la prova di Rockol




25 mar 2009 - Un paio di settimane fa la Apple ha presentato – con insolito understatement - la terza versione del suo iPod “entry level”, lo “shuffle”.
Un oggetto che è figlio in tutto per e tutto della filosofia Apple, come funzioni ed aspetto. Senza entrare in dettagli ed analisi che sono già state fatte, la nuova versione porta all’estremo il design minimalista, tanto che la terza generazione di questo lettore non ha comandi. E’ grosso la metà della versione precedente (che peraltro rimane in commercio), costa qualcosa di più (79€), ha il doppio di capienza (4gb). Viene prodotto in due colori soltanto, grigio e nero. E’ un piccolo blocchetto di metallo con un interruttore soltanto (spento, play lineare, play shuffle), e un'uscita jack a cui si aggancia la porta USB e delle cuffie con un “remote”, tre tasti che controllano le varie funzioni: avanti, indietro, pausa, volume, in maniera non dissimile da quello che avviene sull’iPhone.
La Apple spiega che in realtà il nuovo Shuffle ha un approccio diverso: l’obbiettivo non era né ridurre il prezzo o le dimensioni, ma portare nuove tecnologie. E infatti il vero coup de teathre è il “voice over”: tenendo schiacciato il tasto centrale nelle orecchie vi arriva una voce che vi legge il titolo della canzone e, in sequenze delle vostre playlist, permettendovi di sceglierle. La tecnologia, chiamata “Text to speech”, legge i “tag” dei file e della vostra libreria e li sintetizza vocalmente in maniera davvero impressionante: scordatevi le voci metalliche dei call center (quelle che un personaggio della trasmissione radiofonica 610, AnnaMaria Chiacchiera, prende mirabilmente in giro), la dizione è quasi perfetta. La tecnologia è in grado di distinguere la lingua, quindi di leggere in italiano le canzoni italiane (con voce femminile) e in inglese quelle inglesi (con voce maschile). La voce non riesce a fare la stessa distinzione con le playlist: bisogna impostare una lingua di sistema (vi legge anche i dati di batteria), ma se avete playlist con titoli in inglese e avete impostato l’italiano, li leggerà in maccheronico.
Dopo un po’ di prove, lo schema di controllo è semplice per le funzioni basilari attraverso i tasti, mentre non è così immediato quando entra di mezzo la voce (per la scelta delle playlist). Alla fine, lo Shuffle rimane un gran bell’oggetto, ma questa nuova versione è una via di mezzo tra un riproduttore casuale - concetto del “vecchio” Shuffle, che aveva un suo perché – e un riproduttore lineare con controlli inusuali.



TAGS: Apple, industria musicale, iPod, Shuffle

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