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1. Tu sì 'na cosa grande
2. Pasqualino Marajà
3. Resta cu' mme
4. Amara terra mia
5. Notte di luna calante
6. La donna riccia
7. Dio, come ti amo!
8. Strada 'nfosa
9. Come hai fatto
10. La lontananza
11. Nel blu dipinto di blu (Volare)
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Mina
Sconcerto
recensione di Giulia Valle
Ascoltare Mina é sempre viaggiare. Un intenso viaggio nella musica. Così ho vissuto anche quest'ennesimo frutto della sua bellezza artistica. In questo nuovo album, intitolato "Sconcerto", é immediato il rapimento ad opera della sua toccante voce, della passionale interpretazione e degli arrangiamenti. Mi é parso invece quanto mai inopportuno porre sotto un critico giudizio i brani, tutti appartenenti al repertorio di Domenico Modugno e dunque di indubbia qualità e stile. E' sconcertante ogni volta realizzare che quelle estensioni vocali non sono una pura invenzione tecnologica, figlia di strumenti del nostro secolo, e si resta sempre senza fiato ogni volta che si entra in sintonia con il vibrare della sua voce. Mina può cantare tutto, si sa, ma ascoltarla interpretare brani di un repertorio classico e importante come quello di Modugno ci lascia impotenti in balia di un conseguente e incontrollato stato emotivo. Il malinconico Modugno presta così alla energica ed emozionante Mina i momenti più belli della sua carriera, e lei, la tigre di Cremona, li fa suoi, spogliandoli di quella melodrammaticità che condiva le interpretazioni dello scomparso artista pugliese. L'album é stato registrato in studio con un quartetto jazz (alla batteria Alfredo Golino; al contrabbasso e al basso Massimo Moriconi; al pianoforte e fender Danilo Rea e alle chitarre Sandro Gibellini) e con la collaborazione di Andrea Braido alle chitarre, di Daniele Di Gregorio alle percussioni e di Franco Ambrosetti al flicorno. Ad accompagnare Mina inoltre é presente anche un’orchestra d’archi arrangiata e diretta da Gianni Ferrio. Il tutto sotto il coordinamento artistico del figlio, Massimiliano Pani. Una miscela musicale che calca la mano su di un'opera eccellente qual é questo lavoro discografico. Per intensità d'espressione, spiccano tra gli altri "Resta cu'mme" e "La lontananza". Divertenti e bizzarre invece le interpretazioni di "Pasqualino Marajà" e "La donna riccia"
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