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Seconda uscita per la collana diretta da Matteo B. Bianchi, “Tracce”, della quale abbiamo già recensito i primi titoli, “L’erba cattiva” e “Una traccia del mio amore”.
L’autore è stato ghostwriter di due “autobiografie” di personaggi del mondo della musica (Gene Simmons dei Kiss e Simon Cowell, l’inventore di talent show). Ha scritto “Please step back” nel 2009, raccontando la storia di un musicista che diventa famoso a cavallo fra gli anni Sessanta e gli anni Settanta. Nella buona traduzione italiana di Michele Piumini – che ha curato, con Costanza Prinetti, anche le utili note a fine libro – il romanzo risulta di piacevole lettura, anche se (parere personale) ha il limite di usare l’ambientazione musicale soltanto come teatro di una vicenda di sesso e droga - che avrebbe potuto avere sullo sfondo, che so, il mondo del cinema o quello della televisione o quello dello sport senza che gliene venisse aggiunto o tolto granché.
In altre parole: il romanzo, narrativamente, sta in piedi, ma lo scenario sul quale si muovono i protagonisti è un semplice pretesto. A me, e di nuovo è una posizione personale, risulta un po’ indigesta la prevedibile insistenza sulla promiscuità sessuale e sull’uso degli stupefacenti: ma forse dipende dal fatto che sono anziano e mi infastidiscono certe esagerazioni. Ciò detto, ribadisco che il libro è ben scritto e che offre qualche ora di lettura gradevole; ma non apre certamente nuove prospettive all’appassionato di musica.

(Franco Zanetti)

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Ben Greenman, Fatti da parte

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