TAGS: Amore, libertà e censura, Donato Zoppo

Ormai è un sottogenere, quello che racconta la storia di un album: ne ho già scritto in occasione di altre uscite, e lo faccio sempre volentieri soprattutto quando – come in questo caso – il lavoro è meritorio. Al terzo libro (gli altri erano “Premiata Forneria Marconi 1971-2006” e “La musica dei Lingalad”), Donato Zoppo affronta il tema di uno dei dischi forse meno noti e certamente più interessanti di Lucio Battisti, “Amore e non amore”, allargando l’indagine a tutto l’anno di attività del cantautore reatino (il sottotitolo del libro recita infatti “Il 1971 di Lucio Battisti”).
Quando la competenza è ampia e profonda, il rischio è sempre quello di slittare nella pignoleria e nel completismo; Zoppo evita con eleganza il pericolo grazie a una scrittura fluida e narrativa, certo fitta di informazioni e di notazioni ma al tempo stesso leggibile e gradevole. Intorno al “core”, al nocciolo del libro, Zoppo non resiste alla tentazione di aggiungere una lunga premessa che parte dagli inizi di Battisti: storia già raccontata mille volte, qui non essenziale tuttavia trattata con esemplare sintesi e completezza. Se c’è qualche sbavatura, la si rintraccia nel capitolo sulla censura: trenta pagine che, se asciugate all’essenziale (cioè sgravate delle pagine da 215 a 231, che rifanno la storia della censura radiotelevisiva), ne avrebbero tratto giovamento.
Il corredo di note è ampio e puntuale, così come sono dettagliate la discografia e la bibliografia; Zoppo ci consegna dunque un saggio pregevole, che si guadagna un posto di rilievo nell’ampia – e non sempre altrettanto pregevole - saggistica su Lucio Battisti.
(Franco Zanetti)



Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali