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| . : 1994 : . | ||
| L'8
aprile un colpo di fucile esplode in una bella villa nei sobborghi di
Seattle: e' quello con cui il ventisettenne Kurt Cobain, leader dei Nirvana,
decide di togliersi la vita dopo avere gia' tentato il suicidio assumendo
barbiturici in un hotel di Roma un mese prima. Cobain cede a una depressione
atavica e lascia ai posteri un'appassionata lettera di spiegazione e di
scuse, che termina con il celebre passaggio ispirato da Neil Young: "It's
better to burn out than to fade away". Il grunge sta per arrivare a fine corsa? I Korn ne propongono una versione evoluta, fondendolo con influenze rap nel loro omonimo album di debutto, mentre i Soundgarden (tra i pionieri del genere) ne offrono un'interpretazione tradizionale con l'ottimo "Superunknown". In Gran Bretagna è un buon anno per il pop beatlesiano degli Oasis e dei Blur, nuovi arcirivali per i media e comunque nelle orecchie di tutti grazie rispettivamente a "Definitely Maybe" e a "Parklife", ma anche per il trip-hop dei Portishead ("Dummy"). Molto lontano da qui, intanto, comincia a splendere la stella dei Nine Inch Nails ("The Downward Spiral"), mentre i R.E.M. monopolizzano la loro ormai tradizionale quota della scena rock con "Monster" . |
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Rendi indimenticabile il compleanno di Mr.Jack. Bevi responsabilmente.