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| . : 1990 : . | ||
| Pochi
se ne accorgono oltre Oceano, ma i ritmi elettronici hanno da tempo smesso
di essere una semplice scorciatoia commerciale in Europa, dove la techno
trova un suo modo di fondersi con l'hip hop e dà vita al genere
"drum'n'bass", altrimenti definito "jungle": ne diventa
il tempio il club londinese Rage, dove dettano legge i DJ Grooverider
e Fabio... Sul fronte pop e rock, è un buon anno per Sinead O'Connor, che spopola con "I do not want what I haven't got"; sono degni di nota i ritorni di Neil Young & the Crazy Horse ("Ragged glory") e di Lou Reed, che celebra insieme al vecchio sodale John Cale il loro antico mentore Andy Wharol in "Songs for Drella". Decisamente più che un vagito sia "Time's up" dei Living Colour, sia "All shook down" dei Replacements: i primi alfieri di una sorta di funky metal nero, i secondi rappresentanti del roots rock targato Minneapolis, entrambi danno speranze di freschezza che, in effetti, saranno in futuro soddisfatte solo in parte; i Pixies si confermano con "Bosanova" e Nick Cave continua a cavalcare l'onda della qualità con "The good son". Si spegne la stella del grande chitarrista texano Stevie Ray Vaughan, che muore in un incidente aereo dopo un concerto in Wisconsin. |
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Rendi indimenticabile il compleanno di Mr.Jack. Bevi responsabilmente.