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Angie Stone
Insieme a Me Shell l’unica rappresentante del nuovo soul americano all’interno di un cast ad alto tasso rock, Angie Stone è salita sul palco del Monza Rock Festival senza troppi timori. Non avrebbe potuto essere altrimenti. Con una band che girava a mille, un tastierista che dirigeva gli altri musicisti come un vero direttore d’orchestra e un trio di cantanti soul/gospel di grande impatto, Angie Stone, dopo un pezzo, ha rotto il ghiaccio e si è conquistata un pubblico che probabilmente non sapeva nemmeno chi fosse e cosa avesse fatto fino a quel momento. Lei, forte di un passato ormai decennale a fianco di personaggi come Lenny Kravitz, Mary J Blige o D’Angelo (suo ex marito), di una voce strepitosa e di una naturale propensione al groove del funk e alla religiosità del soul, ha confermato la caratura della sua proposta discografica, “Black diamond”, un album uscito quest’inverno che qui, sul palco di Monza, ha mostrato tutte le migliori qualità di questa nuova stella del funk soul americano. L’intervista è disponibile in streaming all’indirizzo http://streaming. rockol.it
Sappiamo che sei nel music business da molti anni. Il tuo disco da solista, “Black diamond”, è uscito soltanto l’anno scorso. Ci spiegheresti che cosa hai fatto negli anni precedenti?
Sono nata a Columbia, un piccolo paese nel South Carolina, negli States. Da piccola frequentavo molto la chiesa. Ovviamente andavo anche a scuola, ma la chiesa mi ha avvicinato molto al canto. Il mio amore per la musica ha iniziato a diventare molto forte quando ho scoperto artisti come Aretha Franklin, James Brown o Donny Hathaway. E’ anche grazie a loro che sono arrivata a incidere un disco come “Black diamond”.
Come mai è passato così tanto tempo da quando hai iniziato a lavorare nel music business a fianco di artisti come Mary J Blige o D’Angelo fino ad ora. Come mai solo ora sei arrivata a incidere un disco come solista?
Perché ho capito che questo era il momento giusto per farlo. Ho fatto parte di molti progetti in passato e quello che ho realizzato a un certo punto della mia carriera era che ero matura per fare questo passo. In passato poi ho avuto due bambini. Era molto difficile conciliare la carriera discografica con il mio ruolo di madre. Questo non vuol dire che negli anni trascorsi non abbia fatto nulla. Sono sempre stata molto attiva. Ho collaborato veramente con un sacco di gente. Da Mantronix a Malcolm McLaren a Lenny Kravitz a D’Angelo (da cui ha avuto uno dei due bambini, n.d.r.). Ma poi tutto questo non è stato più sufficiente e ho deciso di mettermi “in proprio”.
Ci siamo già incontrati qualche mese fa a Milano. Stavi facendo promozione per “Black diamond”. Cosa è successo durante questi mesi? Sei stata in tour per promuovere il disco?
Oh, è stato un periodo molto intenso. Non ho avuto un attimo di tregua. Però non mi sono concentrata tanto sull’attività live quanto su nuove produzioni. Ho infatti curato la produzione della colonna sonora del nuovo film di Spike Lee. Più recentemente ho lavorato con Prince e, soprattutto, ho avuto il piacere di lavorare con Guru per il suo progetto, Jazzmatazz. Insieme a me hanno collaborato gente come D’Angelo e Macy Gray. Il pezzo in cui ho cantato io comunque sarà il primo singolo dell’album. Sono molto contenta di questa scelta di Guru. Sono molto eccitata per questo singolo. Appena tornerò negli States io e Guru gireremo un video che anticiperà questo singolo….
Ti abbiamo visto sul palco di Monza Rock Festival ed è stato un grande concerto. Devo dirti una cosa però: quando ho saputo che facevi parte del cast di questo festival ero un po’ scettico. Capisci quello che voglio dire: gli altri gruppi che hanno partecipato a questa giornata fanno parte di un mondo, di un universo rock che è molto lontano dal tuo. Sei d’accordo?
Credo che queste differenze che tu hai riscontrato siano reali. Ma è proprio questo aspetto che rende meravigliosa la musica. L’aver scelto, per questo festival, artisti con stili differenti è bellissimo perché mostra gli infiniti colori della musica, gli infiniti modi di capire e interpretare la musica. Penso che quello che sta succedendo oggi rappresenti con lucidità quello che dovrebbe essere la musica. La musica non è rock’n’roll, non è soul. E’ soltanto musica. E la gente che c’è qui ha solo voglia di divertirsi, senza badare alle differenze di stile tra un’artista e l’altro. Se devo essere sincera, prima del concerto ero un po’ nervosa. Mi dicevo: mio Dio, è la prima volta che suono davanti a un pubblico rock. Mi chiedevo anche quanta gente conoscesse la mia musica, sapesse chi è Angie Stone. Ma poi, quando sono salita sul palco e ho visto le reazioni del pubblico, beh, tutto ciò è scomparso e credo che questo concerto abbia senz’altro segnato un punto a mio favore.
Ho visto il tuo concerto da dietro le quinte. Mi ha colpito in particolare il lavoro di direzione dei musicisti, soprattutto del batterista, da parte del tastierista. Come mai questo ruolo di “direttore d’orchestra”?
Il problema è che soltanto oggi abbiamo saputo che non avremmo dovuto fare la nostra solita scaletta. Così, in fretta e furia abbiamo dovuto tagliare otto canzoni. Questo ha voluto dire reimpostare anche i pezzi che erano rimasti nella scaletta. Il batterista, in particolare, era quello che meno di tutti era preparato anche sulla scaletta originale e quindi il tastierista gli dava i tempi per entrare a tempo debito e scandire il ritmo in modo corretto.
Quali sono gli elementi che vuoi spingere di più quando sei sul palco, quando interpreti i tuoi pezzi dal vivo?
Il mio set dal vivo è una combinazione di funk, soul e religione. Si devono sentire questi tre elementi nella mia performance dal vivo…
Dopo questo festival cosa farai?
Dopo questo festival mi dedicherò ai miei bambini. Li voglio portare in vacanza. Voglio passare più tempo possibile con loro. Così, dopo che avrò messo ordine al mio nuovo appartamento li prenderò con me e li porterò a Disneyland.
Cosa ne pensano i tuoi bambini della musica di Angie Stone?
Credo che siano i fan più appassionati. Mi supportano al 100% e sono una grande fonte d’ispirazione per me.
Quali sono le altre fonti d’ispirazione. So che usi andare in giro con un block notes e catturi, qua e là, frasi che ti colpiscono. E’ una cosa che stai facendo ancora?
Sì, è un’abitudine che tuttora porto avanti. Mi piace stare ad ascoltare la gente. Mi piace prendere stralci di conversazione e creare, da queste parole, delle canzoni. Anche per il prossimo album sto facendo questo tipo di lavoro. Non ti posso rivelare i dettagli e i segreti ma ti posso dire che sono molto contenta di come stanno procedendo le cose e di come sarà il prossimo disco…
(10 set 2000)
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