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01 agosto 2010
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Skiantos

Skiantos

“Ma questo registratore funziona?”. Inizia così la chiacchierata-fiume con con Roberto “Freak” Antoni e con Dandy Bestia, le due anime degli Skiantos. Il luogo è un camerino degli studi televisivi di un'emittente musicale, in cui il gruppo si trova per presentare la raccolta "La krema".
L’occasione è appunto il festeggiamento dei venticinque anni di vita della storica band bolognese, sanciti anche dalla pubblicazione di un CD che raccoglie i migliori brani scritti da “Freak” e compagni dal 1977 al 2002. Un disco, come ci spiegheranno, nato per i giovani fan che vanno ai loro concerti, ma non hanno la possibilità di comprare i loro introvabili dischi "storici". Ma torniamo al nostro registratore, o meglio, all’intervista...


(Dopo una breve prova) Il registratore funziona benissimo, possiamo iniziare.
Roberto “Freak” Antoni: Allora parlerò fortissimo, onde farmi ascoltare, perché le cose che ho da dire sono assolutamente importanti: gli Skiantos sono l’unico gruppo di intellettuali più avanti di tutto lo stivale, sono i più sperimentatori, sono i più, e mi fermerei qui. Ma sono anche i più fraintesi, i più boicottati, non si fa promozione su di loro, l’industria discografica da anni li ignora perché fanno paura, in quanto mostri di estetica, ma anche perché il loro messaggio viene considerato poco monetizzabile. Anche ai nostri livelli troviamo problemi incredibili a far circolare il disco, a far girare le canzoni nelle radio o a far sì che il discografico della major o dell’etichetta indie abbastanza rinomata ci accetti. In sostanza, converrai con me, gli Skiantos sono degli eroi che portano avanti il loro discorso di diversità; ciò non significa che siamo una band di omosessuali, anzi, un gruppo di assoluti eterosessuali che hanno la massima simpatia per i diversi e che hanno fatto della loro diversità una bandiera.

Quest’indifferenza da parte dell’industria discografica potrebbe anche rivelarsi un vantaggio, visto il periodo di crisi che vive il settore.
Roberto “Freak” Antoni: In realtà sono anni che non ci cagano, non si fidano di noi; tuttavia, a noi piace essere degli ousider, ci siamo affezionati a questo ruolo. Si dice che gli Skiantos sono un gruppo di nicchia, ovvero di tabernacolo; niente di più vero: noi piacciamo ad una speciale setta di persone, “I santi scoppiati del penultimo giorno esclusi i sabati e i prefestivi”. Sono diversi da tutti e da tutto.

Come nasce l’esigenza di pubblicare una raccolta dei vostri brani?
Roberto “Freak” Antoni: La verità è che noi siamo innamorati della musica rock, quello che facciamo ci piace e ci divertiamo anche se sono venticinque anni che litighiamo. Abbiamo la fortuna di sopravvivere facendo quello che abbiamo sempre sognato, senza alcun compromesso; sopravvivere della nostra musica è un risultato notevole all’interno di un paese come l’Italia. Come diceva una nostra vecchia canzone, scusa l’autocitazione, “cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa?”. Tutto ciò ci riempie d’orgoglio, ma non so quanto durerà: gli Skiantos sono una band piena di paradossi, se pensi che ci siamo sciolti nell’80-81, per poi riunirci nell’84 dopo aver preso le distanze da questo successo che ci metteva in una situazione imbarazzante. Eravamo diventati quello che maggiormente aborrivamo e per noi è stata una vera doccia fredda. Così abbiamo deciso di fermarci nel momento intelligente dal punto di vista economico. Guido Elmi, produttore storico di Vasco Rossi e di due nostri dischi, ci dice spesso che siamo dei pazzi, ma questo fa parte dello spirito Skiantos, e anche dello spirito dei tempi. Nella seconda metà degli anni ’70 l’atteggiamento era quello di non fossilizzarsi in un ruolo stereotipato per poter far tutto senza limiti: ieri eravamo dei musicisti oggi possiamo essere dei ciabattini a Bombay o la guida alpina sul Monte Bianco. Il quel momento la filosofia degli Skiantos era la stessa del movimento studentesco, non volevamo rischiare di vestire i panni della stupida rockstar che noi amavamo tanto sputtanare. Dall’altra parte c’erano i cantautori che noi aborrivamo, non perché non fossero bravi, ma perché molti erano lagnosi pretestuosi, insopportabili e manieristi. Non che noi fossimo esenti da difetti, ma avevamo le idee chiare su quello che volevamo essere.

Hai parlato dello scioglimento degli Skiantos, ma non hai spiegato perché avete deciso di riunirvi…
Roberto “Freak” Antoni: Abbiamo pensato, forse presuntuosamente (ma ci credevamo davvero), che ci fosse ancora bisogno di un'avanguardia storica come gli Skiantos. La provocazione doveva continuare e spariti noi non c’era nessuno a provocare, nessuna voce fuori dal coro. Così, passata la sbornia della notorietà, pensavamo che ci fosse ancora spazio per un gruppo diverso, contestatore, che andava decisamente contro.

E si arriva ai giorni nostri con la pubblicazione de “La krema”, che è nata anche dalle indicazioni dei fan.
Roberto “Freak” Antoni: Beh sì, anche se noi ci teniamo dal prendere le distanze dai metodi “alla Nomadi” che si fanno fare la scaletta dei fan. Che è una cosa carina, ma loro lo fanno perché hanno questo rapporto molto diretto, anche se con la produzione di questi anni non credo che abbiano molto da dire... Credo che si tratti solo un fatto di promozione, questo contatto con i fan, ma è una mia impressione personale.
Ad ogni modo, noi abbiamo aderito volentieri alla richiesta dei giovani fan e sostenitori degli Skiantos che ovviamente hanno diverse difficoltà a recuperare i nostri primi dischi che sono fuori catalogo, non vengono ristampati o solo ogni morte di Papa. Così abbiamo deciso di raccogliere le nostre cose più significative anche se in modo arbitrario. Purtroppo in fase di selezione abbiamo dovuto escludere delle canzoni che a tutt’oggi consideriamo molto belle, e quelle raccolte sono state ora pubblicate in versione originale rimasterizzata in questo disco. Abbiamo pensato che forse, una antologia per festeggiare i venticinque anni non sarebbe stata male, non è che siamo particolarmente devoti all’antologia, anche se non era la prima volta che aderivamo ad una operazione simile (come la “Skiantologia”), ma ti assicuro che nel nostro caso è veramente necessario: i vecchi dischi del ’77, ’78, ’79, ’80 sono praticamente introvabili, come quelli stampati fino agli anni novanta. “La krema” è quindi un modo per far circolare ancora alcune delle cose più conosciute che abbiamo prodotto nella nostra carriera. E ci piaceva assecondare la voglia espressa dai nostri supporter più giovani cercando di riempire una lacuna che esiste, una mancanza di fronte alla quale alziamo le braccia in segno di resa. Noi possiamo ben poco, senza la volontà da parte dei discografici di rimettere sul mercato i nostri dischi. Questa antologia così copre in parte questo gap: è insufficiente, ce ne rendiamo conto, ma è un primo passo. A cui seguirà un terzo passo, perché, per evitare banalità di successione il secondo lo evitiamo. Poi verrà un sesto, forse un decimo e poi chissà…
Ma parliamo un po’ della tua insistenza nel regalarmi il tuo orologio, in effetti manca alla mia collezione…

Sarebbe un regalo…
Ah, beh, se è un regalo… Ma non divaghiamo, non divaghiamo…

Leggevo sul vostro sito che vi state operando per ristampare i vostri vecchi dischi; c’è qualche speranza?
Roberto “Freak” Antoni: Ci stiamo provando, ma, è anni che tentiamo anche con l’aiuto di Oderso Rubini, nostro vecchio amico, produttore, complice, padre del movimento rock bolognese e della sua storicizzazione nei dischi che produsse prima con la Harpo’s Bazaar divenuta in seguito Italian Records. Insieme a lui abbiamo tentato di raccapezzarci in questo mare magnum di problemi relativi alla discografia. Continuiamo a provarci…
Ma io vorrei chiedere a Dandy Bestia, compositore storico degli Skiantos, quali sono i miti musicali a cui si è ispirato nel creare le sue tante canzoni.
Dandy Bestia: Mi stai chiedendo di rivelare da dove copio?
Roberto “Freak” Antoni: Io non l’avrei mai detto, anche perché così tiriamo la zappa al nostro mulino.
Dandy Bestia: “Tiriamo la zappa al nostro mulino” non è mica male, ne hai altre?
Roberto “Freak” Antoni: Potremmo dire che facciamo un clamoroso autogol nella zappa del nostro mulino.
Dandy Bestia: Oppure che ci tiriamo la farina sui piedi… Comunque i miei miti musicali sono i Beatles, gli Stones, Bob Dylan…
Roberto “Freak” Antoni: Orietta Berti…
Dandy Bestia: Orietta Berti, con cui per altro ho lavorato e non credo che se ne dimenticherà mai più… Con lei durai solo due estati e poi lei decise che ne andava della sua carriera e ci mandò a casa. Comunque i pezzi li copio come fanno tutti quanti gli altri, vedi Zucchero. Chiamala ispirazione o plagio, ma come disse John Lennon: “Se non fosse esistito Elvis Presley probabilmente avrei fatto il muratore”.
Roberto “Freak” Antoni: Molto interessante. Ora una domanda che ti metterà in imbarazzo, cosa ne pensi del chitarrista dei Creedence Clearwater Revival?
Dandy Bestia: Grandissimo chitarrista, ma soprattutto grande cantante, tutti noi vorremmo la sua voce.

Forse lui vorrebbe cantare come gli Skiantos…
Dandy Bestia: Sì, in effetti con gli anni si è rincretinito…
Roberto “Freak” Antoni: E cosa ne pensi del fatto che Jimi Hendrix fosse mancino?
Dandy Bestia: Beh, sfiga per lui, cosa vuoi che ti dica? Anche se ci sono stati dei mancini incredibili come Paul McCartney e John McEnroe, anche se lui usava tutte e due le mani cacciando giù delle sberle…
Roberto “Freak” Antoni: Da ciò si evince anche che Dandy Bestia è anche uno sportivo e vorrei che lo sottolineassi…
Dandy Bestia: Forza Bologna!
In coro: Ale ale ale ale! Bologna - Modena, tre a zero!

Tornando ad argomenti più seri: ma se gli Skiantos nascessero oggi cosa canterebbero?
Dandy Bestia: Non canterebbero, credo…
Roberto “Freak” Antoni: Se gli Skiantos nascessero oggi non potrebbero che cantare “Mi piacciono le sbarbine”, “Caccole”, sono pezzi universali…
Dandy Bestia: Se nascessimo oggi potremmo copiare dagli Elio e Le Storie Tese e non il contrario…
Roberto “Freak” Antoni: E faremmo finalmente i soldi e sarebbero loro a patire le pene della precarietà.
Dandy Bestia: Del demente precario.
Roberto “Freak” Antoni: Del precario demente.
Comunque noi rifaremmo quello che abbiamo fatto perché perseverare è diabolico ed errare è umano.

Ma il demenziale oggi avrebbe senso?
Roberto “Freak” Antoni: Certamente, il demenziale è un atteggiamento mentale ed ha il vantaggio di essere al di là delle mode. Il demenziale è usare l’ironia e l’autoironia, e questo ha sempre senso.

Non ti sembra che la realtà che viviamo oggi spesso superi la demenzialità?
Roberto “Freak” Antoni: E’ vero che la realtà ha superato ogni rosea aspettativa di surrealtà e di fantasia, ma proprio per questo il terreno è sempre più fertile per il ribaltamento dei giochi e l’assurdità degli Skiantos. Da almeno un anno abbiamo lanciato degli slogan come “Facciamo una colletta per dare una mano alla Confindustria” o “Dai una mano a Berlusconi, ammazza un pensionato”, ed è bello continuare ad essere sull’altra sponda perché così fai capire meglio di tanti discorsi (come quelli che ora sto facendo) quello che pensi. Con questi slogan puntiamo il dito e mettiamo la zappa sulla piaga, è bello ribaltare le situazioni perché ha volte non ti rimane che ridere. La situazione è talmente devastante che non ti rimane altro da fare, soprattutto per un gruppo di intellettuali quali siamo. Senza capire questo non si ha la chiave di lettura dell’intero progetto.

Per concludere: vi piacciono ancora i “gelati”?
Roberto “Freak” Antoni: Sicuramente ci piacciono ancora sia le sbarbine che i gelati…
Dandy Bestia: Anche se non ne possiamo mangiare più tanti…
Roberto “Freak” Antoni: Beh, tu vorrai vivere per sempre, ma io voglio morire diabetico…
Dandy Bestia: E anche sulle sbarbine abbiamo dovuto darci una calmata, soprattutto lui.
Roberto “Freak” Antoni: Abbiamo rallentato la selezione per renderla più efficace. Ci piace davvero tutto, come le caccole, che liberano il naso, e i tarzanelli. Noi Skiantos facciamo spesso dei Toga Party che si concludono con la guerra dei tarzanelli. Gli sconosciuti credono che si tratti di una pietanza ed invece… Se dovessimo tornare indietro rifaremmo tutto quello che abbiamo fatto in passato, perché siamo diabolici e recidivi. Perché perseverare è assolutamente umano oltre che mefitico…

Beh, grazie della chiacchierata…
Roberto “Freak” Antoni: No, no, siamo noi che ringraziamo te... Dandy Bestia: E di quei famosi cinquanta Euro che ci dovevi non ne parliamo più?
Roberto “Freak” Antoni: Soldi che ci permetteranno di tornare a Bologna, sei molto simpatico e vorremmo che lo sottolineassi sbobinando questa intervista. E sottolineo sbobinando…

Perché?
Roberto “Freak” Antoni: Beh, è un ottimo gerundio.

(Giuseppe Fabris)

(13 gen 2003)

© Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.

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