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09 Febbraio 2010
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Vieja Trova Santiaguera

Vieja Trova Santiaguera

Manuel Galvàn Torralbas, Ricardo Ortiz Verdecia, Reinaldo Hierrezuelo, Reinaldo Creagh Verane e Aristoteles Raimundo Limonta: la Vieja Trova Santiaguera è tutta qui, nella voglia di suonare e di divertirsi che hanno questi cinque signori (età media più di 70 anni) dopo aver trascorso suonando e divertendosi tutta la loro vita professionale. Sì, perché la Vieja trova nasce teoricamente come gruppo di musicisti a riposo, talmente vogliosi di continuare che a poco a poco sono diventati un caso internazionale. Apparizioni radio, tv e adesso tournée mondiali. E una serie di splendidi album che rivisitano il patrimonio tradizionale della trova cubana, quella che è ancora possibile ascoltare alla Casa de la Trova di Santiago de Cuba....

Il vostro nuovo album, "La Manigua", è fatto di materiale originale oppure avete anche recuperato qualche tradizionale?
Il nuovo disco contiene brani nuovi e anche composizioni del ’30 e del ’40. Ci sono rumbe, bolero, cha cha cha, è un album molto vario.

Come avete scelto il materiale compreso sull’album
Abbiamo scelto noi stessi le canzoni, compresa quella che ci vede duettare con Jarabe de Palo in un cha cha cha, "Rico Vacilon", veramente un pezzo bellissimo. È del materiale che ci ha lasciati molto soddisfatti, perché è molto vario.

È la prima volta che registrate queste canzoni?
Sì, ci sono anche dei brani che fanno parte della nuova musica cubana, come "Todos los ojos te miran" di Pablo Milanés, che abbiamo registrato cercando di rimanere fedeli al nostro stile.

Dove avete registrato l’album?
A Madrid, in Spagna, dove ci siamo fermati per quattro mesi. Poi siamo tornati a Cuba e poi di nuovo in Europa per una serie di concerti e per fare promozione.

Non siete proprio dei ragazzi, a livello anagrafico...e mi fate venire in mente un altro novantenne cubano che è Compay Segundo: lui ha detto che il rum, il tabacco e le donne di Cuba sono il segreto della sua longevità. Siete d’accordo con lui?
Be’, ha citato le cose migliori di Cuba... comunque non ti resta che provare. Poi facci sapere se sei d’accordo anche tu...

Qualcuno di voi ha suonato con la Studentina Invasora, un’istituzione della musica cubana che è ancora in circolazione. Voi - che avete già cambiato alcuni componenti nel vostro organico - pensate che la Vieja Trova proseguirà anche dopo di voi e diventerà una sorta di istituzione oppure no?
Che tipo di rapporto avete con celebri gruppi cubani come la Studentina e la Sonora Matancera?
La Studentina la conosciamo perché siamo della stessa città, dello stesso popolo, quello di Santiago de Cuba, mentre con la Sonora Matancera Reinaldo Hierrezuelo ha registrato un disco. A dire il vero non solo con loro... Sono due gruppi molto interessanti, molto rappresentativi della musica e del folklore cubano.

Credo di sì. L’anno scorso è entrato nel gruppo un nuovo componente, mentre quest’anno io ho rimpiazzato Pancho Cobar, che era molto infermo. Per cui credo che la Vieja Trova andrà avanti fino a quando ci sarà voglia di fare musica e io suonerò fino a quando sarà possibile, dopodiché mi farò sostituire. Comunque, come diciamo in una canzone, "El final no llegara", "Il finale non arriverà mai"...

La musica della Vieja Trova è molto popolare tra i turisti e per il pubblico europeo. Anche i giovani cubani vi ascoltano?
Sì, sì...credo che la nostra musica sia ugualmente conosciuta, tanto a Cuba che all’estero. È merito del nostro modo di intendere la musica, la linea musica della Vieja Trova, che si rifà ad un genere musicale che proviene dagli anni ’30. Il pubblico apprezza la nostra fedeltà.

Che differenza c’è, a livello musicale, tra la vieja e la nueva trova?
La nueva trova ha altri tipi di armonia, più moderni, e testi differenti, nell’impostazione, da quelli della vieja trova. Dal punto di vista dei testi c’è una terminologia che cambia, perché cambiano i trovadores, per il resto ci incontriamo tutti nello stesso luogo, perché condividiamo la medesima poetica. Spesso si è detto che la nueva trova fosse una musica più politicizzata, di protesta: a me sembra che stiamo protestando da cinquant’anni, anche se è da relativamente poco tempo che le cose hanno iniziato a cambiare.

È difficile vivere facendo il musicista a Cuba?
Prima era difficile non solo a Cuba, ma ovunque, perché ogni paese ha i suoi problemi. La possibilità di essere diventati popolari ha reso tutto molto più semplice. Inoltre il viaggiare per il mondo è adesso molto più facile, e questo moltiplica gli impegni.

La trova originale viene solo da Santiago?
Viene da Santiago di Cuba e si diffonde per tutto il paese sposandosi alle influenze che portano sull’isola gli ex-abitanti delle colonie. In questo però Santiago è una città più conservatrice e mantiene l’originalità del suo stile e del ‘savor’, perché è da lì, dal porto d’attracco dei popoli africani, che parte l’incontro culturale con il resto del mondo nero. La capitale, l’Avana, è a occidente, ma è a oriente che Cuba ha mescolato la propria cultura. E quindi a Santiago.

C’è un sogno in particolare che pensate di non aver ancora realizzato?
Credo che abbiamo realizzato tutti i nostri sogni. Abbiamo conosciuto il mondo, abbiamo cantato ovunque, spesso in compagnia dei migliori artisti del mondo. Ci siamo esibiti in tutte le radio, in tutte le televisioni, in tutte le città più importanti, tanto nel nostro paese che all’estero. Abbiamo diffuso la nostra verità su Cuba a coloro che erano disinformati, abbiamo portato in giro la nostra cultura e il nome del nostro paese. Siamo rimasti affascinati dal mondo e da tutto quello che abbiamo visto, e lo raccontiamo ai nostri amici e parenti ogni volta che torniamo a casa. Cosa potremmo chiedere di più?

(18 Dic 1998)

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