TAGS: Leonard Cohen, Pop, SONGS FROM THE ROAD

Narrano le cronache che Leonard Cohensia stato costretto a uscire dal suo buen ritiro per un motivo "classico": il manager che frega soldi all'artista. Nel 2005 Cohen ha fatto causa al suo ex collaboratore, reo di avergli sottratto diversi milioni di dollari dal suo "fondo pensione"; causa vinta l'anno dopo, ma non si è mai capito quanto abbia effettivamente intascato Cohen. Sia quel che sia, dal 2008 il canadese è in tour, e noi paradossalmente siamo qua a gioire di cotanta sfortuna.
"Songs from the road" è la testimonianza di questo tour, attraverso 12 canzoni registrate in diverse tappe tra 2008 e 2009, più un documentario girato dal figlio Lorca, che arriva in CD+DVD. Ed è la parte visiva che merita di essere vista, anche solo per vedere le espressioni di Cohen, l'intensità del suo volto di ultrasettantenne che declama le sue poesie in musica. Poi, certo, molto della qualità di questo film-concerto lo fa la band, con arrangiamenti sontuosi e perfetti: una nota di merito all'uso del bouzouki - lo strumento greco progenitore della chitarra a 12 corde - che con il suo tocco impreziosisce il suono.
Ci sono momenti davvero toccanti, in "Songs from the road", e quello più toccante è quello che arriva verso la fine. Cohen al Coachella - festival californiano, giovane e figghetto - che di fronte ad un pubblico oceanico si riappropria della sua "Hallelujah", canzone "scippata" da Jeff Buckley (che si era ispirato peraltro alla versione di John Cale). O la festa finale di "Closing time"...
Insomma, un'ottima occasione per chi si fosse perso i passaggi italiani di Cohen, e un ottimo disco live a prescindere.





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