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LIVE AT MONTEREY,
Rock
Il 18 giugno del 1967 Jimi Hendrix conquistò l’America. Quel giorno, coadiuvato dagli Experience, il musicista di Seattle si esibì per la prima volta negli Usa, nel giorno conclusivo del Monterey Pop Festival. Prima di lui gli Who, anche loro alla prima tappa americana.
Pur essendo statunitense, la carriera di Jimi prese il via in quel di Londra grazie al bassista degli Animals Chas Chandler che lo fece suonare in diverse location della capitale britannica. Il passaparola per questo sconvolgente chitarrista/cantante coinvolse nomi di grande spicco come Brian Jones dei Rolling Stones e Paul McCartney dei Beatles ed il successo fece in fretta a far capolino.
Anche grazie alla sponsorizzazione dei due artisti sopra citati, Jimi Hendrix fu inserito nel cartellone del Festival di Monterey, una rivoluzionaria tre giorni musicale in una piccola località della California dove si esibirono artisti come gli Animals, Simon & Garfunkel, Canned Heat, Big Brother & The Holding Company (con il debutto di Janis Joplin), Byrds, Jefferson Airplane, Otis Redding e Mamas & Papas.
Il suo set fu folgorante e fece un clamore inaudito. Jimi tenne quella che probabilmente è la sua performance più famosa, “stuprò”, diede fuoco e spaccò la sua chitarra, dandola in sacrificio al suo pubblico e chissà a quale Dio.
Questa nuova edizione di “Live at Monterey” viene definita la “definitive edition”ed include diverse novità. Il filmato intreccia il live di Hendrix con un documentario intitolato “American Landing”, ovvero lo sbarco americano di Jimi. Grazie ad interviste attuali (Mitch Mitchell e Noel Redding degli Experience, al manager Chas Chandler, al discografico Lou Adler, Michelle Phillips dei Mamas & Papas) e dell’epoca (lo stesso Hendrix, Pete Townshend degli Who, Brian Jones, John Phillips dei Mamas & Papas), viene ricostruita l’avventura londinese del chitarrista di Seattle ed il successivo ritorno negli States alla conquista di Monterey.
L’epica performance dei Jimi Hendrix Experience, aperta da un’introduzione di Brian Jones degli Stones, cominciò con una cover di “Killing floor” di Howlin’ Wolf e proseguì con “Foxy lady”, la cover di “Like a rolling stone” di Bob Dylan, “Rock me baby” di B.B. King, il singolo “Hey Joe” (rifacimento di un brano scritto da Billy Roberts), “The wind cries Mary”, “Purple haze” ed una delirante versione di “Wild thing” di Chip Taylor chiusa dal già citato “sacrificio”.
Molto ricca la sezione dei contenuti speciali aperta da “A second look”, ovvero un’opzione che permette di godersi l’esibizione di Monterey con telecamere multiple e nuove inquadrature non incluse nell’edizione originale. Da non perdere “Like a rolling stone” e “Stone free” eseguite dai Jimi Hendrix Experience a Chelmsford (Inghilterra) il 25 febbraio del 1967: queste sono le prime registrazioni audio e video inerenti a Jimi Hendrix. Chiude la pubblicazione “Music, love & Flowers”, un mini-documentario in cui il co-fondatore Lou Adler espone alcuni retroscena organizzativi del Monterey International Pop Festival.
C’è poco da dire. “Live at Monterey” è un documento storico, la nascita di un mito della storia del rock e questa nuova edizione lo rende ancora più interessante e utile. Da non perdere.
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