TAGS: Carmen Consoli, L'ANFITEATRO E LA BAMBINA IMPERTINENTE, Rock

Abbiamo già scritto a tempo debito de “L’anfiteatro e la bambina impertinente”, disco dal vivo di Carmen Consoli registrato a Taormina la scorsa estate. Noi rientriamo quindi nel merito “critico” della rivisitazione delle canzoni del repertorio della “cantantessa”, rimandando per questo allo spazio recensioni. Ci occupiamo in questo caso del DVD perché ci sembra riassuma pregi e difetti di molti dei prodotti in commercio in questo formato. Quando un artista pubblica un disco dal vivo, solitamente lo accompagna con una "documentazione visiva" dell’evento. Una volta succedeva con le videocassette VHS, ora succede anche con i DVD. Oltre al caso della Consoli, si possono citare molte altre uscite “live” completate dal nuovo supporto digitale: Sting, Nine Inch Nails, per esempio. Il verbo “completare” non è casuale: le strategie di marketing vogliono che i prodotti si differenzino per poter essere venduti: le immagini da solo non bastano, quindi i DVD solitamente comprendono brani non inclusi sul CD. “L’anfiteatro e la bambina impertinente” non fa eccezione: sono presenti “inediti” come la cover di “Lady marmalade”; la scaletta, diversa per ordine dei brani da quella del disco, rispetta quella del concerto: 25 brani, un'ora e 40 minuti di musica. Questa strategia di marketing può essere per certi versi fastidisiosa, e come ci capitò di far notare nella recensione, l’assenza di alcuni brani dal CD pare tuttora discutibile. Questo è contemporaneamente un pregio ed un difetto: la versione in DVD di un disco dal vivo contiene materiale in più, ma a scapito del disco stesso. I difetti maggiori di questo DVD, però, arrivano nell’inevitabile “materiale bonus”. Inevitabile perché un DVD non può dirsi tale se non ha qualche “extra”. In questo caso troviamo un’intervista e un “dietro le quinte” che sembrano messi lì quasi per caso. Soprattutto il secondo, montaggio di immagini (alcune interessanti, come le prove dell’orchestra) che sa tanto di filmino amatoriale. Ancora peggio le “gallerie”: biografia, discografia, presentazione del disco: pagine di testo che “scrollano” e che sembrano (e forse lo sono) la riproposizione di un comunicato stampa. Salva il tutto la qualità delle immagini del concerto: con il DVD non è possibile prendere in giro nessuno, se si fanno riprese sotto la sufficienza lo si nota subito. In questo caso le riprese sono buone, anzi rendono perfettamente conto della suggestione del luogo –l’anfiteatro greco di Taormina- e dell’interazione tra Carmen e l’orchestra. Insomma: questo DVD, come molti altri in commercio, è un buon prodotto accompagnato da strategie di marketing discutibili. Un formato appena nato e già rovinato dall’industria?




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