I Soft Machine si formano nel 1966 a Canterbury, Inghilterra, dall’incontro tra Robert Wyatt (batteria,voce), Kevin Ayers (basso, chitarra,voce), Daevid Allen (chitarra) e Mike Ratledge (organo). La prima line up incomincia a essere conosciuta nel circuito inglese underground, registrando il primo singolo “Love makes sweet music”. Nel 1968 esce l’album di debutto omonimo, a cui fa seguito nel 1969 VOLUME TWO, lavoro che vede la nuova presenza di Hugh Hopper al basso; con questa formazione – divenuta nel frattempo un trio - il gruppo partecipa al disco di debutto di Syd Barrett, THE MADCAP LAUGHTS. THIRD (1970) e FOURTH (1971) escono invece con in formazione anche il sassofonista Elton Dean, l’unico che rimane in pianta stabile tra i vari musicisti che si aggiungono di volta in volta alla band.

Quando Wyatt lascia la band nel 1971 per formare i Matching Mole, il batterista Phil Howard prende il suo posto: la sua presenza – durata solo per il disco FIFTH del 1972 – è appunto breve; anche Dean se ne va e al posto di entrambi arrivano John Marshall e Karl Jenkins che partecipano a SIX (1973). Dopo una serie di altri cambi – e SEVEN del 1974 - nel 1975 viene pubblicato BUNDLES, seguito dall’ultimo album ufficiale del gruppo, SOFTS (1976). Ratledge – il solo membro originale della band – pubblica assieme ad altri musicisti un disco: ALIVE AND WELL, mentre il nome Soft Machine viene usato ancora nel 1981 per LAND OF COCKAYNE e per una serie di date al Ronnie Scott's Jazz Club di Londra nel 1984.

Nel 2002 Hopper, Dean, Marshall e Holdsworth ritornano in tour e registrano, sotto il nome di Soft Machine Legacy, tre album: LIVE IN ZAANDAM (2005), SOFT MACHINE LEGACY (2006) e LIVE AT THE NEW MORNING (2006). Elton Dean muore nel febbraio 2006 e a fine anno esce STEAM.
Il disco più recente è il live DROP, del 2009.

Discografia Essenziale


(21 lug 2009)

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