Nato il 5 luglio del 1943 a Toronto (Canada) da padre ebreo e madre nativa americana appartenente alla tribù dei Mohawk, Robbie Robertson inizia a fare della musica la sua professione all’inizio degli anni ’60, quando entra come chitarrista nel gruppo di Ronnie Hawkins, The Hawks. Nel 1964 la formazione, che include Levon Helm e i canadesi Richard Manuel, Rick Danko e Garth Hudson, prende congedo dal rocker dell’Arkansas e inizia a esibirsi per conto proprio, accompagnando Bob Dylan durante gli epocali e contestati tour “elettrici” del 1965-66 e cambiando successivamente il nome in The Band. Lo stile chitarristico di Robertson si sviluppa e fiorisce proprio in quel periodo, di pari passo con la sua qualità di scrittura che porta il gruppo a scrivere pagine fondamentali nella storia del “roots rock” americano. La splendida avventura finisce nel 1976, con un ultimo concerto al Winterland di San Francisco documentato da un celebre film di Martin Scorsese, “L’ultimo valzer” (“The last waltz”). Tra il musicista e il regista la collaborazione prosegue con le colonne sonore de “Re per una notte” e “Il colore dei soldi”, mentre Robertson rinuncia quasi definitivamente ad esibirsi dal vivo e si prende tutto il tempo necessario per pubblicare il primo album solista: il disco, che porta il suo nome e viene accolto da recensioni molto positive, esce nel 1987 e vede la collaborazione di nomi importanti come U2, Peter Gabriel, Daniel Lanois e Gil Evans, accanto a quelli familiari di Rick Danko e Garth Hudson. Dopo un secondo album ispirato alle atmosfere di New Orleans (STORYVILLE), nel 1994 il musicista approfitta dell’occasione di un lavoro su commissione (la colonna sonora di un documentario televisivo sui nativi americani) per esplorare con MUSIC FOR THE NATIVE AMERICANS le sue radici pellerossa; quattro anni dopo CONTACT FROM THE UNDERWORLD OF RED BOY mescola lo stesso retaggio nativo americano con l’elettronica, avvalendosi della collaborazione di Howie B e Marius de Vries. Da quel momento le apparizioni pubbliche di Robertson, già ridotte all’osso, si diradano ulteriormente: dopo avere assunto un ruolo di consulente e talent scout per conto della DreamWorks, il canadese si dedica nuovamente al cinema curando le colonne sonore di altri film di Scorsese (“Gangs of New York”, “The departed”, “Shutter Island”). Il lunghissimo silenzio discografico si interrompe solo nel 2011 con HOW TO BECOME CLAIRVOYANT, album parzialmente autobiografico cui collaborano Eric Clapton (coautore di diversi brani e voce solista in una canzone), Steve Winwood, Tom Morello, Trent Reznor e Robert Randolph.

Discografia Essenziale


(18 apr 2011)

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