Dopo avere contribuito ad inventare il folk rock britannico con i Fairport Convention (con i quali registra cinque LP), Richard Thompson, cantautore e chitarrista virtuoso nato il 3 aprile del 1949 nella zona nord di Londra, intraprende nei primi anni ’70 la carriera solista. Nello stesso periodo sposa la cantante Linda Peters, con cui fonda uno dei sodalizi più noti della scena folk revival inglese incidendo sei album interrotti da un periodo di silenzio, a metà anni ’70, dovuto al ritiro della coppia in una comune Sufi (Thompson è tuttora di fede musulmana): I WANT TO SEE THE BRIGHT LIGHTS TONIGHT (1972) e SHOOT OUT THE LIGHTS (1982), il primo e l’ultimo della serie, sono i più apprezzati dal pubblico e dalla critica guadagnandosi una menzione in tutte le principali guide ai migliori dischi della storia del rock. A partire da HAND OF KINDNESS (1983), Thompson prosegue da solo consolidando il suo seguito di culto e intensificando l’attività di session man per conto di colleghi come T-Bone Burnett, J.J. Cale, David Thomas, Crowded House, Bonnie Raitt, Robert Plant (con John French, Fred Frith ed Henry Kaiser pubblica intanto due dischi di stampo avant-garde, LIVE LOVE LARF & LOAF e INVISIBILE MEANS). Gli anni ‘90 gli portano fortuna: oltre alle numerose attestazioni di stima da parte dei critici spiccano gli album in collaborazione con il produttore Mitchell Froom, l’eccellente RUMOR AND SIGH (che nel 1991 vende anche bene), MIRROR BLUE (1994), e il doppio YOU? ME? US? (1996). Da segnalare anche il box retrospettivo di tre compact disc WATCHING THE DARK (1993), un concept album in coppia con Danny Thompson , INDUSTRY (1997), interamente dedicato al tema della trasformazione del paesaggio urbano britannico dopo la chiusura di fabbriche e miniere, e un disco-tributo (BEAT THE RETREAT, 1995) in cui artisti come R.E.M., Bonnie Raitt, Los Lobos, Dinosaur Jr. e David Byrne gli rendono omaggio reinterpretando le sue canzoni. Il “concept” MOCK TUDOR (1999) è l’ultimo disco per la major Capitol, prima del ritorno alla scena indie: il disco di inizio 2003, THE OLD KIT BAG, pubblicato in Gran Bretagna dalla Cooking Vinyl, prosegue sulla strada dell’alternanza tra suoni acustici e arrangiamenti elettrici, ancora con Danny Thompson (contrabbasso) nel ruolo di alter ego principale; nel frattempo, sul suo sito Web, l’artista comincia a rendere disponibili souvenir delle sue tournées sotto forma di CD in edizione limitata. Ed è proprio dal vivo, con una serie incessante di esibizioni (la maggior parte delle quali in solitaria e negli Stati Uniti, sua patria d’adozione) che Thompson tiene particolarmente vivo l’affetto dei fan: in alcune occasioni speciali allestisce una serie di spettacoli intitolati “1,000 years of popular music”, rivisitando in modo personale e scanzonato la storia della canzone popolare dall’Europa medievale a Britney Spears, passando per la “Tempesta” di Shakespeare, Hoagy Carmichael, Fats Waller, Julie London, i Beatles, i Kinks e gli Who (da quegli show, che riprendono a inizio 2009, verranno tratti prima un cd e poi un dvd). Nel 2005 Thompson confeziona da sé, nel garage della sua abitazione di Pacific Palisades (California), un disco essenzialmente acustico, FRONT PARLOUR BALLADS, seguito a distanza ravvicinata dalla colonna sonora strumentale di GRIZZLY MAN, film documentario di Werner Herzog sulla figura del naturalista Timothy Treadwell. Dopo essere stato omaggiato da un altro, monumentale cofanetto composto interamente di rarità, nel 2007 il cantautore inglese torna alle canzoni e al suono elettrico con SWEET WARRIOR che presenta dal vivo anche in Italia, l’anno successivo, nell’ambito della rassegna Suoni & Visioni.

Discografia Essenziale


(22 nov 2008)

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