Neil Diamond
News
Link
Uscite discografiche
Recensioni: 12 SONGS - HOME BEFORE DARK - THANK YOU AUSTRALIA - LIVE IN SYDNEY 1976
Neil Diamond nasce a Brooklyn il 24 gennaio del 1941. Fa il suo esordio sulla scena musicale newyorkese quando non ha ancora compiuto vent’anni, esibendosi in coppia con Jack Parker sotto la sigla Neil & Jack nel solco della tradizione tracciata dagli Everly Brothers. Iscrittosi alla New York University, la abbandona nel 1962 per dedicarsi a tempo pieno alla professione di interprete e autore di canzoni. E’ in questa veste che, tre anni dopo, ottiene i primi riscontri importanti piazzando canzoni di successo in patria (per Jay & The Americans) e in Inghilterra (per Cliff Richard). Quello stesso anno incontra Jeff Barry ed Ellie Greenwich, firme di prestigio del cosiddetto Brill Building newyorkese, che lo prendono sotto la loro ala protettrice e gli procurano un contratto discografico con la Bang di Bert Berns, distribuita dalla Atlantic. Nel luglio del ’66 il primo singolo “Solitary man” (tradotto anche in italiano per Gianni Morandi con il titolo di “Se perdo anche te”) va al numero 55 delle chart e diventa un cavallo di battaglia per gli anni a venire; ad ottobre le cose vanno ancora meglio con “Cherry cherry”, che sale fino al sesto posto della classifica americana dei 45 giri lanciando nel migliore dei modi l’album di debutto, THE FEEL OF NEIL DIAMOND. Ma è con i Monkees che il songwriter americano fa il botto: “I’m a believer” (in italiano “Sono bugiarda”, interpretata da Caterina Caselli) vende oltre tre milioni di copie in America dominando le classifiche per sette settimane consecutive; anche in Inghilterra il disco è un enorme successo e resta per quattro settimane in cima alle chart polverizzando altre 750 mila copie. Nei primi mesi del 1967 il binomio Diamond-Monkees replica con un altro hit multimilionario, “A little bit of me, a little bit of you”; l’anno dopo, in aprile, contrasti con la Bang inducono Diamond ad accasarsi con la Uni, neonata etichetta del gruppo MCA: Berns non rinuncerà tuttavia, negli anni successivi, a inondare il mercato con inediti e raccolte di successi del suo ex protetto. Trasferitosi a Los Angeles, sede della sua nuova casa discografica, Diamond trova il tempo di partecipare alla serie poliziesca televisiva “Mannix” ma provoca imbarazzo e reazioni vivaci nella comunità artistica quando pubblica “Pot smoker’s song”, canzone “conservatrice” che prende posizione contro l’uso delle droghe leggere: ironia della sorte, anni dopo sarà lui a finire vittima di un piccolo incidente giudiziario quando la polizia gli troverà in casa una modesta quantità di marijuana. “Sweet Caroline”, agosto 1969, riporta Diamond in carreggiata diventando il primo singolo “million seller” interpretato in prima persona, mentre poco più di un anno dopo (ottobre 1970) “Cracklin’ Rosie” sarà il suo primo 45 giri a raggiungere il numero uno nella classifica di Billboard. L’album TAP ROOT MANUSCRIPT, che esce in dicembre, rivela invece nuove ambizioni artistiche in virtù soprattutto di una “African trilogy” che rende omaggio alle radici nere della musica americana. I primi anni ’70 sono forieri di altre canzoni di grande successo come “I am…I said” e “Song sung blue” e di fortunatissime esibizioni dal vivo: nell’agosto del 1972 l’LP HOT AUGUST NIGHT inaugura una trilogia di dischi live registrati al Greek Theater di Los Angeles, il mese dopo venti concerti sold out al Winter Garden Theater di New York preludono a uno stop di ben tre anni e mezzo durante i quali il cantautore si dedica alla famiglia e ai suoi interessi privati.
Diamond torna nel 1973, forte di un nuovo contratto da 5 milioni di dollari (in cambio di 10 album) con la CBS/Columbia, etichetta cui è legato ancora oggi. Il primo frutto del nuovo accordo è la colonna sonora del film “Jonathan Livingston seagull” (“Il gabbiano Jonathan Livingston”) con cui conquista un Grammy l’anno successivo. Nell’agosto del 1976 è Robbie Robertson a produrgli il primo album capace di superare il milione di copie, BEAUTIFUL NOISE; Diamond restituirà il favore partecipando tre mesi dopo al concerto d’addio della Band al Winterland di San Francisco passato alla storia come “The last waltz”. Sfiora altri due Grammy (ma non li vince) nel 1979 con “You don’t bring me flowers”, duetto di grande successo con Barbra Streisand (numero uno negli Usa) e replica qualche mese dopo con THE JAZZ SINGER, colonna sonora del remake di un omonimo film con Al Jolson in cui interpreta anche il ruolo del protagonista. Con “September morn” ( febbraio 1980) e la patriottica “America” (ancora da JAZZ SINGER, gennaio 1981) si chiude il periodo dei grandi successi, anche se Diamond negli anni successivi continuerà a riempire le arene come testimoniano i suoi frequenti album dal vivo. Nessuno dei suoi dischi successivi, tuttavia, lascia un segno a dispetto delle collaborazioni con Burt Bacharach (per l’album PRIMITIVE) e con Stevie Wonder (nell’LP HEADED FOR THE FUTURE) e i tentativi di svecchiare il repertorio interpretando brani di Bryan Adams e Tracy Chapman. Il suo disco migliore e più significativo del periodo resta infatti UP ON THE ROOF con cui, nel 1993, celebra la stagione d’oro del Brill Building e le canzoni di autori come Goffin & King e dei suoi mentori Barry & Greenwich. Non tutti, comunque, si dimenticano di lui: nel 1996, a Nashville dove si reca per incide l’album country TENNESSEE MOON, al suo fianco c’è anche Raul Malo dei Mavericks. E quasi dieci anni dopo è Rick Rubin, già artefice di una straordinaria operazione di rivalutazione della figura di Johnny Cash negli ultimi anni prima della morte, a ridare lustro all’immagine di Diamond riportandolo, voce e chitarra (che non suonava in pubblico da trent’anni), al centro della scena senza i soliti artifizi produttivi: il risultato, 12 SONGS, è forse il disco più intimo e sincero dell’intera carriera. Il disco, però, si fa notare più che altro per essere uno degli ultimi stampati con un sistema di protezione anticopia diventato famoso come "Sony rootkit", che generò uno scandalo perché considerato dannoso per i computer nei quali i CD venivano inseriti.
Nel 2008 Neil Diamond torna sulle scene con HOME BEFORE DARK, sempre inciso con la supervisione di Rick Rubin. Dopo il disco natalizio A CHERRY CHERRY CHRISTMAS del 2009, nel 2010 viene realizzato DREAMS, una raccolta di cover delle canzoni dei suoi artisti preferiti.
Discografia Essenziale
- THE FEEL OF NEIL DIAMOND1966Bang
- JUST FOR YOU1967Bang
- VELVET GLOVES AND SPIT1968Uni/MCA
- SWEET CAROLINE1969Uni/MCA
- TOUCHING YOU, TOUCHING ME1969Uni/MCA
- GOLD1970Uni/MCA
- TAP ROOT MANUSCRIPT1970Uni/MCA
- STONES1971Uni/MCA
- MOODS1972Uni/MCA
- HOT AUGUST NIGHT1973Uni/MCA
- JONATHAN LIVINGSTON SEAGULL1973Columbia Colonna sonora
- SERENADE1974Columbia
- BEAUTIFUL NOISE1976Columbia
- LOVE AT THE GREEK1977Columbia
- I’M GLAD YOU’RE HERE WITH ME TONIGHT1977Columbia
- YOU DON’T BRING ME FLOWERS1978Columbia
- SEPTEMBER MORN1980Columbia
- THE JAZZ SINGER1980Columbia Colonna sonora
- ON THE WAY TO THE SKY1981Columbia
- HEARTLIGHT1982Columbia
- PRIMITIVE1984Columbia
- HEADED FOR THE FUTURE1986Columbia
- HOT AUGUST NIGHT 21987Columbia
- THE BEST YEARS OF OUR LIVES1989Columbia
- LOVESCAPE1992Columbia
- THE CHRISTMAS ALBUM1992Columbia
- UP ON THE ROOF: SONGS FROM BRILL BUILDING1993Columbia
- LIVE IN AMERICA1994Columbia
- THE CHRISTMAS ALBUM VOLUME II1994Columbia
- TENNESSEE MOON1996Columbia
- IN MY LIFETIME1996Columbia box set
- THREE CHORD OPERA2001Columbia
- 12 SONGS2005Columbia
- HOME BEFORE DARK2008Columbia
- A CHERRY CHERRY CHRISTMAS2009Columbia
- DREAMS2010Sony Music
(13 nov 2010)













