Édith Giovanna Gassion – vero nome della Piaf – nasce a Belleville, Parigi, il 19 dicembre 1915. Abbandonata presto dai genitori, vive per un periodo di tempo con la nonna materna che gestisce un bordello.
Incomincia a cantare per strada per raccogliere qualche soldo costituendo poi un duo con Simone Berteaut, assieme alla quale continua a esibirsi anche nelle caserme.
Dopo un matrimonio giovanissima che le dona anche un figlio morto prematuramente, viene scoperta nel 1935 a Pigalle mentre canta in un nightclub di proprietà di Louis Leplée, che le apre le porte per una vita migliore. È a questo periodo che risale il soprannome di “piaf” – cioè passerotto – dovuto al suo fisico minuto. Incomincia così l’ascesa che la porta a registrare due album nello stesso anno. Nel 1936 però Leplée viene assassinato e la Piaf viene in un primo tempo sospettata, anche se poi prosciolta da ogni accusa. La cattiva pubblicità generata da questo fatto di cronaca rischia di costarle la carriera; ingaggia così come impresario Raymond Asso, con cui ha anche una storia d’amore. Assume definitivamente il nome d’arte Edith Piaf e chiede ad Asso di scriverle delle canzoni che possano raccontare la vita che la cantante ha vissuto sulla strada.
Nel 1944 conosce Yves Montand, che diventa il suo mentore e altro suo amore. In capo a un anno diventa una delle cantanti più famose di Francia, ma è soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale che la sua fama varca i confini nazionali per diventare conosciuta in tutto il mondo, grazie alle tournée in Europa, Stati Uniti – dove si esibisce all’Ed Sullivan Show e a Carnegie Hall - e Sud America. Il 1945 è l’anno di “La vie en rose”, canzone simbolo per il popolo francese di ritorno alla vita dopo gli orrori della guerra.
Tra il 1955 e il 1962 si esibisce diverse volte - sempre con straordinario successo - all’Olympia. Nell’aprile del 1963 infatti incide la sua ultima canzone "L'homme de Berlin". Muore infatti nell’ottobre dello stesso anno a soli 48 anni.

Discografia Essenziale


(16 lug 2008)