Ultima di sette fratelli, Sarah Joyce alias Rumer (il nome d’arte è tratto da quello di Rumer Godden, l’autrice del romanzo “Narciso nero”) nasce nel 1979 a Islamabad, in Pakistan, dove trascorre i primi idilliaci anni di vita. La prima chitarra, su cui si ingegna da autodidatta, gliela regala il fratello Rob: su quello strumento, molti anni dopo, scriverà le canzoni che confluiranno nel suo primo album. Tornata in Inghilterra a seguito della famiglia, fatica ad adattarsi al sistema scolastico, ai modi di vita della società occidentale e alla nuova realtà che le si prospetta di fronte (la madre le rivela che il padre biologico non è quello che l’ha allevata), trovando ulteriore conforto nella musica. Lasciata la scuola a sedici anni, si iscrive a un liceo artistico in Devon e si unisce a una rock band chiamata La Honda: ma quando alla madre viene diagnosticato un tumore al seno abbandona ogni progetto per starle vicino andando a vivere in una roulotte presa in affitto in un parco demolizioni (e continuando, nel frattempo, a scrivere canzoni). Dopo la morte della mamma entra per qualche tempo in una comune messa in piedi da un nobile inglese con l’intento di accogliere persone emarginate dalla società. Poi torna a Londra, sostenendosi con una serie infinita di lavori saltuari (barista, cameriera, governante, insegnante, parrucchiera, commessa in una pasticceria e nel negozio della Apple di Regent Street) ed esibendosi la sera nei pub e nei locali della capitale. In una di quelle serate a “microfono aperto” incontra il compositore e autore televisivo Steve Brown, che le si propone come produttore e inizia a collaborare con lei alla stesura di nuove canzoni come “Am i forgiven” e “Aretha”, i suoi primi brani di successo. Dopo dieci anni di gavetta, il mondo sembra finalmente accorgersi di lei. Trovato un manager, Rumer firma un contratto con la prestigiosa Atlantic Records, per cui nel 2010 pubblica in Inghilterra il primo album SEASONS OF MY SOUL, guadagnandosi recensioni entusiaste, un disco di platino e un terzo posto nelle classifiche di vendita. Il 22 marzo del 2011 l’album esce finalmente anche in Italia in una “international edition” che include anche “It might be you” (tema conduttore del film “Tootsie”) e la classica “Alfie” firmata da Bacharach-David. Nel 2012 arriva invece BOYS DON'T CRY, in cui la cantante rilegge classici degli anni '70 di Issac Hayes, Hall & Oates, Elton John, Todd Rundgren.

Discografia Essenziale


(23 mag 2012)

Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali